A fine anno è sempre tempo di bilanci. StoreDot, azienda israeliana impegnata nella realizzazione delle sue batterie XFC (sigla che sta per eXtreme Fast Charging), tira le somme di quanto compiuto in questo 2022 e pone le basi per il proprio futuro.

L’azienda, prima di tutto, è felice di annunciare di aver raggiunto tutti gli obiettivi che si era posta in questi 12 mesi e di essere in linea con la strategia che la porterà a mettere in commercio i propri prodotti nel 2024. Ma perché sono così importanti queste XFC?

Netti margini di miglioramento

Per spiegare in modo chiaro il tipo di batterie su cui StoreDot è al lavoro, basti dire che queste sono conosciute anche con la sigla 100in5. Indica la capacità di questi accumulatori di guadagnare 100 miglia di autonomia (160 km circa) in 5 minuti di stop alla colonnina. Detta così, siamo di fronte a una mezza rivoluzione: addio ansia da percorrenza e addio lunghe soste per un pieno di elettroni.

 

StoreDot, oltretutto, è sicura che la propria tecnologia potrà migliorare ancora negli anni a venire, con prodotti che sono stati chiamati rispettivamente 100in3 e 100in2, in cui “100” è sempre il guadagno in termini di percorrenza, mentre 3 e 2 si riferiscono rispettivamente alla durata della sosta in minuti.

  • 2024: 100in5
  • 2028: 100in3
  • 2032: 100in2

Record di durata e densità

Le batterie StoreDot non brillano solo per la velocità di ricarica. Nei laboratori dell’azienda israeliana infatti sono state create celle con densità di 300 Wh/kg che hanno dimostrato di poter reggere fino a 1.200 cicli. Si tratta in entrambi i casi di valori da primato, o quasi. Addirittura, StoreDot afferma che ci sono tecnologie in via di sviluppo che porteranno le celle a mantenere buone prestazioni per 1.700 cicli.

StoreDot, batterie con celle rigeneranti

StoreDot, batterie con celle rigeneranti

Una grande attrattiva

Le caratteristiche tecniche di queste batterie, unite alla loro velocità di ricarica, hanno reso StoreDot un’azienda attraente per molte Case e altrettante società che operano nel settore della mobilità elettrica.

Ola Electric, società indiana che produce veicoli elettrici (principalmente scooter, ma presto anche un’auto), ha finanziato StoreDot con una somma multimilionaria. Ma anche Volvo – con la collegata Polestarha sostenuto economicamente l’attività dell’azienda. Ai brand scandinavi se ne uniscono altri, come Mercedes e VinFast, entrambi altrettanto fiduciosi nella capacità di realizzare le batterie XFC su larga scala in tempi ragionevoli.

 

Via ai test sul campo

In effetti, in questo 2022 che volge al termine, i passi avanti compiuti dalla StoreDot sono stati tangibili. L’azienda in questi mesi ha prima mostrato in video quello che poteva fare in termini di velocità di ricarica, dimostrando che quel 100in5 del nome è reale.

Poi, a settembre, ha addirittura fornito dei prototipi di batterie alle Case coinvolte nel progetto (Volvo, Polestar, Mercedes e VinFast per l’appunto) per avviare i test in condizioni reali. Che risultati stanno dando? Non si sa ancora. Ma una cosa è certa: di questo passo, nel 2023 si sentirà parlare ancora di ricarica ultrarapida e nel 2024, con tutta probabilità, la si potrà testare su una qualche auto elettrica di serie.

Fotogallery: StoreDot, batterie con celle rigeneranti