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Le batterie per auto elettriche costano quasi 9 volte meno del 2008

Lo studio del dipartimento USA dell'Energia mostra il netto calo dei prezzi degli accumulatori, nonostante il passo indietro del 2022

Polestar 2 battery pack

Di: Andrei Nedelea

Pubblicato da: Riccardo Ciriaco

15 gen 2023 alle 07:00

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Se è vero che il 2022 sarà ricordato come l’anno degli aumenti (e non solo per l’auto elettrica), la storia recente regala anche una bella ventata di ottimismo. A fare da maestro è il dipartimento per l’Energia degli Stati Uniti (Doe), che pubblica uno studio sui prezzi delle batterie dal 2008 a oggi.

Nell’analisi si può leggere che, in soli 14 anni, il costo degli accumulatori è diminuito ben dell’89%, passando dai 1.355 dollari a kilowattora ($/kWh) del 2008 ai 153 $/kWh del 2022. Un numero figlio di calcoli complessi, ma basato sulla rivalutazione della moneta al tasso d’inflazione e al potere d’acquisto.

Linea in picchiata

Se, invece, si fanno le cose più semplici considerando i “dollari correnti”, allora i costi si sono ridotti alla stessa cifra, ma con una base di partenza pari a 1.000 $/kWh. In ogni caso, siamo di fronte a risultati sorprendenti, che dimostrano come l’auto elettrica diventerà sempre più economica.

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Un grafico che dice tutto

Certo, siamo ancora un po’ lontani dall’obiettivo dei 100 $/kWh, ma questo trend prova che tutto è possibile. Anche se l’anno scorso, dopo tanto tempo, il prezzo degli accumulatori è aumentato, invece di diminuire.

Ma conviene il made in China

Questa volta parlano gli esperti di BloombergNEF, con un rapporto che mette nero su bianco un incremento dei costi del 7% tra il 2022 e il 2021. E sarebbe stato persino maggiore se la diffusione delle celle litio-ferro-fosfato (LFP), più economiche delle nichel-manganese-cobalto (NMC), non avesse messo un freno.

Colpa del caro materie prime, che ha mietuto tantissime vittime, oltre all’auto elettrica, spingendo le Case a entrare direttamente nel settore delle estrazioni. L’Occidente deve però fare in fretta, perché il costo medio degli accumulatori cinesi è di 127 dollari $/kWh, ovvero il 24% e il 33% in meno di Stati Uniti ed Europa. Il merito del Dragone? Va ai volumi di produzione più grandi.

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Fonte: DOE, BNEF, Statista

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