Australia, Cile e Cina rappresentano insieme il 90% delle estrazioni mondiali di litio, con la sola terra dei canguri che riporta alla luce oltre 100.000 tonnellate all’anno di “oro bianco”. Gli Stati Uniti ne producono appena 1.000 tonnellate. Bastano questi numeri per capire il perché della politica protezionistica di Joe Biden.

Piaccia o non piaccia, l’Inflation Reduction Act (IRA) ha davvero il potenziale per spingere l’economia statunitense e centrare l’obiettivo di portare l’auto elettrica al 50% del mercato entro il 2030. La maggior parte delle compagnie minerarie plaude infatti al sovranismo del Congresso. Ma problemi e voci fuori dal coro non mancano.

Perché sì, perché no

“L’approvazione di quella legge ha unito gli attori dell’industria automobilistica e della catena di fornitura delle batterie”, è la promozione a pieni voti di Jonathan Evans, ceo di Lithium Americas. Altri, però, non la pensano come lui.

Foto - La gigafactory Volkswagen per batterie a Salzgitter

Batterie Volkswagen

È il caso di Maya Xiao, analista della società di ricerca Interact Analysis, che in un recente rapporto ha scritto: “Non è possibile per gli USA creare da soli un’enorme catena di fornitura industriale in breve tempo, o anche con l’aiuto di Paesi che hanno accordi di libero scambio”.

Tra una campana e l’altra, l’unica certezza è che i tempi non sono ancora maturi per dare un giudizio definitivo sull’IRA. Serve aspettare un po’. Il settore in cui accelerare è invece quello delle autorizzazioni alle estrazioni.

Tempi celeri

Se, infatti, la legge chiede che una percentuale sempre maggiore di materie prime “made in USA” vada a comporre le batterie per auto elettriche, c’è anche da dire che alcuni progetti minerari rischiano di rimanere fermi per mancanza dei permessi.

Foto - La gigafactory Volkswagen per batterie a Salzgitter

Produzione batterie

Un esempio su tutti: Ioneer è sicura che le operazioni a Rhyolite Ridge, in Nevada, garantiranno 20.000 tonnellate all’anno di carbonato e idrossido di litio, sufficienti per alimentare 400.000 vetture all’anno. Per aggiudicarsi il sito, l’azienda ha speso oltre 100 milioni di dollari nel 2017. Ma le cose vanno a rilento.

Eppure le Case stanno cercando di mettersi in regola con l’IRA. Come Tesla, che ha concluso un affare con Piedmont Lithium. O Toyota, che è già d’accordo con Ioneer. Così, mentre le compagnie aspettano di vedere i frutti dei loro investimenti, Washington mette fretta. L’appello è a trovare più equilibrio.