Il Regno Unito prepara il boom di auto elettriche e batterie
Presto Londra presenterà un piano chiamato "Advanced Manufacturing Plan": l'obiettivo è sostenere l'intera industria della transizione
Dopo Stati Uniti e Unione europea, anche il Regno Unito prepara un piano di sostegni all’industria green, per rispondere soprattutto a quell’Inflation Reduction Act americano (Ira) che premia produzione e acquisto di prodotti verdi e auto elettriche “made in USA”.
Si chiama “Advanced Manufacturing Plan” il pacchetto di riforme che Londra presenterà entro fine mese, in un giorno già ribattezzato come “Green Day”. A rilasciare le prime indiscrezioni sono tre fonti consultate dall’agenzia Bloomberg. Ma cosa prevede di preciso il programma?
Batterie e auto elettriche
In realtà le informazioni disponibili sono poche. Per ora sappiamo solo che il Governo inglese si concentrerà su approvvigionamento di materie prime critiche e produzione di batterie e veicoli elettrici. In più, fra le altre iniziative potrebbe esserci la riduzione dei costi energetici delle aziende.
L’obiettivo principale è ovviamente quello di attrarre investimenti dall’estero, a cominciare dalla Gigafactory per batterie che l’indiana Tata – Gruppo che controlla anche il marchio Jaguar Land Rover – vuole costruire in Europa.
Il logo Jaguar
Due le location papabili: Spagna e UK, con la prima favorita sulla seconda. La speranza di Londra è di riuscire a superare i competitor all’ultima curva, anche se nelle stanze dei bottoni prevale il pessimismo.
USA e Ue davanti
Si tratta comunque di un importante banco di prova per l’industria britannica post-Brexit, chiamata a dimostrarsi competitiva rispetto al resto dell’Occidente, soprattutto dopo lo spauracchio Britishvolt. Ma centrare i target non sarà facile.
Funzionari del Tesoro inglese fanno infatti capire che le misure in arrivo non reggeranno il confronto con l’Ira americano. E, nel frattempo, anche il resto d’Europa si è mosso, con Bruxelles che ha già presentato il suo “Green Deal Industrial Plan”, mettendo al centro investimenti, semplificazione e formazione. Ora tocca al Regno Unito fare la sua parte.
Fonte: Automotive News Europe
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