In arrivo la Gigafactory più grande del mondo
Produrrà batterie per 90 GWh all'anno. Sfrutterà sistemi di accumulo con enormi mattoni refrattari
La californiana Rondo Energy e il gruppo tailandese Siam Cement stanno pianificando la costruzione della più grande fabbrica di batterie al mondo. Sorgerà in Tailandia, dove già è presente uno stabilimento, e arriverà dagli attuali 2,4 GWh di produzione annua a ben 90 GWh.
Nessun altra Gigafactory sul Pianeta arriva a tanto. La GigaNevada di Tesla, ad esempio, arriva a 37 GWh all’anno.
Per ora la fabbrica di Siam Cement Group si estende su una superficie di 160.000 metri quadrati ma sarà fortemente ampliata proprio per arrivare ai volumi produttivi fissati. L’operazione richiederà qualche anno di lavoro e, una volta terminata, permetterà di fornire una quantità di batterie tale da consentire un risparmio di emissioni di CO2 pari a 12 milioni di tonnellate.
Una batteria di calore
La batteria prodotta dal Siam Cement Group, la più grande e antica azienda di materiali da costruzione del sud est asiatico, è di tipo particolare. Si compone di enormi mattoni refrattari realizzati con materiali ignifughi in grado di resistere alle alte temperature e capaci di accumulare energia sotto forma di calore.
Ognuno dei mattoni refrattari costruiti dal Siam Cement Group ha un peso di 500 kg e può immagazzinare 100 kWh, come la batteria di una grossa auto elettrica (per esempio, la Tesla Model X). Questi mattoni sono stati utilizzati per la prima volta in un impianto di accumulo che è entrato in funzione a marzo. L’impianto è stato realizzato dalla Rondo Energy in California grazie al sostegno della Breackthrough Energy Ventures, fondo di investimento fondato da Bill Gates.
Si arriva a 1.500 gradi
La Rondo Heat Battery, questo il nome di questa speciale batteria, è realizzata solo di ferro e mattoni. Si ricarica in circa 4 ore trasformando l’energia proveniente da fonti rinnovabili come l’eolico o il fotovoltaico in calore.
I mattoni sono in grado di raggiungere temperature di 1.500 gradi e di mantenerle per ore o anche giorni. Poi, rilasciano il calore a zero emissioni di carbonio per alimentare alcuni processi industriali legati alla lavorazione dell’acciaio e del cemento come anche all’industria chimica.
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