Per mesi, anzi per anni, il mercato cinese dell’auto elettrica è stato animato dall’arrivo di numerosissimi nuovi marchi. Nel 2019 erano addirittura 500 le startup e le Case costruttrici che si cimentavano con la transizione ecologica. Ora, a distanza di 4 anni, siamo scesi a un centinaio.

Significa che solo un'azienda su 5 si è salvata. Le altre, attratte da numeri in crescita e una forte politica di incentivi, ci hanno provato, fallendo. Secondo uno studio della società di analisi Wang Hanyang, l’80% delle aziende che hanno provato a lanciarsi nel campo della mobilità del futuro hanno chiuso o stanno chiudendo. Complice anche la contrazione del mercato degli ultimi mesi.

Chi si rafforza e chi rischia

Secondo la ricerca della Wang Hanyang ci sono Case come BYD e Tesla che hanno sfruttato l’occasione per diventare ancora più forti, mentre altre, come NIO, stanno soffrendo. Proprio NIO, che nell’ultimo periodo ha visto scendere le vendite, sta facendo entrare il fondo statale di Abu Dhabi come azionista al 7% per ricevere un’utilissima iniezione di liquidità.

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Secondo gli analisti, il mercato cinese dell’auto elettrica sta vivendo una fase in cui le posizioni sono molto chiare. I grandi diventano sempre più grandi, i piccoli si ritrovano relegati ai margini e devono lottare per non scomparire.

L’indice statistico Herfindahl-Hirschman che misura i livelli di concentrazione di un determinato sistema dimostra come i primi 4 produttori di auto elettriche in Cina siano passati dall’avere una quota del 44% nel 2020 a una quota del 60% nel primo trimestre del 2023.  

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Gl incentivi non bastano

Il governo di Pechino ha allungato le politiche a sostegno dell’auto elettrica, che sono state estese fino al 2027, e metterà in campo altre misure ad hoc proprio per aiutare le Case in difficoltà. Però la tendenza non sarà invertita facilmente e tanti costruttori che hanno provato a ritagliarsi un posto al sole nel campo della mobilità elettrica alzeranno bandiera bianca.

Tra gli esempi più illustri, WM Motors Technology Group, Casa sostenuta dal gigante tecnologico Baidu. Dopo un inizio fulgente ha dovuto affrontare un crollo delle vendite che ha portato a tagli del personale e anche a difficoltà concrete a pagare gli stipendi di chi è rimasto. 

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Jochen Siebert, della società JSC Automotive, ha la ricetta per salvarsi: “Prima si producevano auto elettriche solo per riuscire ad avere accesso agli incentivi statali. Poi, con l’aumentare della concorrenza, i consumatori hanno iniziato a scegliere le auto che piacevano di più, premiando i costruttori che avevamo i prodotti migliori".

Al momento attuale per avere successo si devono avere grossi monitor e tecnologie evolute di guida autonoma: sono segni chiari di modernità. In futuro, però, le Case dovranno puntare su altro: sicurezza, prestazioni, durata. Chi sposerà il cambiamento riuscirà a sopravvivere, gli altri saranno spazzati via dal mercato. Per Siebert i prossimi 5 anni saranno decisivi per trovare un nuovo equilibrio che duri nel tempo, sul mercato interno come su quelli occidentali.

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