Attenta Europa, gli arabi preferiscono le auto elettriche cinesi
Attratti da sempre da Ferrari, Lamborghini e Rolls-Royce, gli investitori mediorientali guardano ora alle zero emissioni Made in China
C’è stato un tempo in cui i ricchi imprenditori arabi spendevano gli enormi capitali accumulati grazie al petrolio in auto di lusso europee. Da Ferrari e Lamborghini a Bentley e Rolls-Royce. Era il Vecchio Continente a farla da padrone, sia che si parlasse di vetture sportive sia che si parlasse di eleganza e comfort.
Questa attrazione si rifletteva anche a livello di fondi di investimento, che acquistavano pacchetti azionari per garantirsi almeno un pezzetto di quelle aziende da sogno.
Oggi non è più così, con la transizione ecologica, i fondi di investimento arabi stanno guardando sempre meno all’Europa e sempre di più alla Cina. Alla Cina dell’auto elettrica, naturalmente.
Da NIO a Human Horizons
CYVN Holding, per esempio, ha recentemente firmato un accordo per acquistare il 7% di NIO. Il fondo del governo di Abu Dhabi contribuirà così a dare un’iniezione di liquidità (più di 700 milioni di euro) alla Casa di Shanghai, che sta affrontando un periodo abbastanza critico per quanto riguarda i volumi di vendita.
La NIO ET5
Ma quello del CYVN Holding è solo l’ultimo di una serie di casi. Il Ministero degli Investimenti dell’Arabia Saudita, meno di un mese fa (era l’11 giugno) ha dichiarato di essere pronta a investire circa 5 miliardi di euro in Human Horizons, Casa cinese che ha da poco esordito in Europa con due vetture elettriche premium a marchio HiPhi.
Si vuole spostare la produzione
L’idea dei Paesi mediorientali è quella di cavalcare il cambiamento della mobilità mondiale e di investire i soldi guadagnati con il petrolio in rinnovabili e auto elettriche. La volontà, in molti casi, è di sostenere un brand e di trovare poi il modo di invitarlo anche a costruire le proprie auto in loco, dando una bella spinta all’economia locale.
È già successo con la Iconiq Holding Limited, startup fondata dall’imprenditore cinese Allen Wu nel 2016 e acquistata nel 2022 da NWTN, società con sede a Dubai finanziata da Sultan Investments, colosso del settore immobiliare degli Emirati Arabi. NWTN ha costruito una fabbrica in Cina e una a Dubai dove ha iniziato ad assemblare auto provenienti proprio dalla Cina.
La Lucid Air, berlina a zero emissioni concorrente della Tesla Model S
La rivoluzione del Medio Oriente non riguarda solo la Cina. L’Arabia Saudita, per esempio, è il principale investitore della statunitense Lucid Motors, che ha ricevuto un consistente ordine di auto dalle autorità locali e che produrrà i suoi mezzi elettrici in una fabbrica che sorgerà vicino a Jeddah. E l’Europa? Per ora sembra essere molto isolata.
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