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Toyota e Mitsubishi si alleano per produrre chip al carburo di silicio

Le due Case finanzieranno l'americana Coherent con quasi 1 miliardo di euro: servono semiconduttori per le future auto elettriche

Un wafer per la produzione di Chip

Francesco Barontini Francesco Barontini

Di: Francesco Barontini

11 ott 2023 alle 11:30

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Fino a qualche tempo fa, il Giappone era in ritardo sull’auto elettrica. Ma ora il Paese asiatico sembra voler cambiare marcia: non passa giorno che non arrivino notizie di programmi o iniziative sul tema. Ultima in ordine di tempo, quella che vedrebbe Mitsubishi e Toyota collaborare per accelerare sulla produzione di chip al carburo di silicio (SiC) da utilizzare sulle future auto elettriche.

Nello specifico, le due Case, attraverso le controllate Denso (Toyota) e Mitsubishi Electric, starebbero definendo un accordo per stanziare poco meno di 1 miliardo di euro (500 milioni di dollari una e 500 milioni di dollari l’altra) per finanziare Coherent, azienda statunitense che si occupa proprio di chip SiC.

Azioni in cambio di forniture

La mossa porterà le due società coinvolte a ottenere il 12,5% ciascuna di Coherent: una quota che vale circa 4 miliardi di euro e che è giustificata dal fatto che Toyota e Mitsubishi acquisteranno da quella i chip per le loro auto.

 

Questo permetterà ai futuri modelli elettrici di avere componenti hardware a più alte prestazioni, necessarie per gestire il sempre maggior numero di funzioni e servizi digitali legati a guida autonoma, connettività e infotainment.

Un nuovo passo verso l’elettrico

Con questa mossa, Toyota conferma la volontà di accelerare la transizione. Processo che sta affrontando anche con partnership illustri con Subaru e, a quanto pare, anche Suzuki, Casa con la quale starebbe lavorando per la progettazione di un SUV a batterie di piccole dimensioni.

Mitsubishi, restata un po’ ai margini della Grande Alleanza che la lega a Renault e Nissan, ha altrettanta voglia di realizzare e mettere in commercio veicoli elettrici. Proprio per la carenza di vetture a zero emissioni a listino, la Casa dei Tre Diamanti ha recentemente deciso di uscire dal mercato cinese.

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