Vai al contenuto principale

Così le batterie giganti sostituiranno le centrali a gas

L'economia energetica globale potrebbe cambiare radicalmente nel prossimo decennio, grazie agli accumulatori giganti e al V2L: i dettagli

Arevon_Asset_Management_Saticoy

Le energie rinnovabili sono in crescita costante. Lo confermano i numeri del settore che analizziamo costantemente e che illustrano, anche, alcuni difetti di queste tecnologie.

Oltre al costo di installazione elevato, infatti, un altro grande dubbio riguarda come garantire un approvvigionamento costante di elettricità a casefabbriche anche nelle giornate in cui, per esempio, il meteo non è favorevole, oppure durante la notte.

La soluzione odierna si trova nelle centrali a gas naturale, incaricate di produrre energia elettrica in maniera costante, per essere utilizzata nei momenti di maggior bisogno. Ma in futuro sarà ancora così? Secondo diversi analisti no, perché il loro posto sarà gradualmente preso da batterie giganti, che saranno installate di pari passo alla diffusione della tecnologia V2L (vehicle-to-load) sulle auto.

Si parte in Australia

I giganteschi accumulatori, secondo alcuni analisti intervistati da Reuters, saranno presto installati in tutto il mondo. I primi impianti "pilota" dotati di questa tecnologia, infatti, sono già in funzione in Australia, realizzati da Tesla.

Il Tesla Megapack da 129 MWh posizionato nel sud dell'Australia e attivo dal 2017

Nei prossimi anni e nello stesso territorio, ne sorgeranno di nuovi, progettati e costruiti grazie a una gara pubblica indetta dal Governo locale per il riutilizzo di alcune centrali a carbone ormai dismesse, come quella di Liddel, nel Nuovo Galles del Sud.

I vincitori di quella che è stata a tutti gli effetti la più grande gara del Paese per capacità energetica installata, come specificato da Reuters, sono stati annunciati a metà novembre 2023.

Ad aggiudicarsi i due progetti più grandi sono stati AGL Energy e Akayasha Energy (BlackRock), rispettivamente con due impianti da 500 e 415 MW di potenza di stoccaggio, il secondo con un accumulatore da 1.660 MWh di capacità.

Ma non solo. Ad aggiudicarsi altri appalti minori è stata anche anche Iberdrola, grazie a due progetti da 90 MW e 65 MW di potenza, quest'ultimo che sarà realizzato in collaborazione con Enel X.

In questo caso la gara era stata bandita proprio con l'obiettivo di colmare una potenziale lacuna nell'approvvigionamento di energia elettrica, causata dalla chiusura pianificata (ad agosto 2025) della più grande centrale elettrica a carbone del Paese, posizionata sulla costa centrale e che attualmente ha una capacità di 2,88 GW.

In totale, la riassegnazione della produzione energetica in tutto il territorio ha riguardato circa 1.075 MW di potenza con quasi 3.000 MWh di capacità di stoccaggio previsti, per un valore complessivo superiore agli 1,8 miliardi di dollari.

La mappa degli impianti di stoccaggio attivi o in fase di costruzione in Australia - fonte: Renew Economy

Dal Marocco al Regno Unito

Spostandoci verso l'Europa, nelle scorse settimane abbiamo parlato dell'ambizioso piano britannico per ricavare l'energia elettrica da fonti rinnovabili in Marocco, per poi essere trasportata nel Regno Unito attraverso il cavo sottomarino più lungo al mondo.

Proprio nell'ambito di questo grande progetto dovrebbe nascere sulle coste africane il primo esempio di grande accumulatore occidentale da 20 GWh di capacità di stoccaggio (pari a 5 GW costanti di potenza in emissione), che dovrebbe servire, secondo i progettisti, come "tampone" per garantire un immissione costante di elettricità verso l'arcipelago britannico.

Il progetto del cavo sottomarino dal Marocco al Regno Unito

Il grande impatto economico

In base a quanto riportato da Reuters, l'abbassamento dei costi necessari per la realizzazione e l'installazione di questi impianti di backup a batteria ha indotto diversi Governi e aziende nel mondo a ridurre gli investimenti nel settore del gas naturale.

Il fenomeno può essere osservato direttamente dagli ultimi report della IEA (International Energy Agency), che illustrano come, nel corso dei primi 6 mesi del 2023, si è verificata una cospicua diminuzione della domanda del combustibile, in tutto il mondo, causata tra le tante cose anche dalla difficile situazione russa.

L'andamento del mercato globale del gas naturale nei primi 6 mesi del 2023 - fonte: IEA

Il ruolo delle auto

Ma cosa c'entrano le auto in questo complesso ragionamento? La risposta, come anticipato, è nel V2L (vehicle-to-load), ossia la tecnologia che permette ad alcune vetture a batteria di cedere l'energia elettrica all'esterno, ad altri dispositivi o alla rete stessa.

L'idea alla base di questa funzionalità, ancora in fase sperimentale, è infatti quella che un giorno la batteria interna di ciascuna auto possa essere usata come un grande powerbank.

Dunque un'auto potrà essere ricaricata a casa durante i periodi di bassa domanda energetica della rete e alto rendimento degli impianti rinnovabili, immagazzinando energia utile a essere utilizzata successivamente, sia sulla strada sia per alimentare la casa stessa, durante i periodi di picco della domanda o di scarso rendimento delle rinnovabili.

Così l'auto elettrica può essere usata come un powerbank