Perché le barche elettriche potrebbero rivoluzionare la vita in mare
Ne esistono di tutti i tipi e per tutte le tasche. Scopriamo perché hanno davvero senso quando si parla soprattutto di diporto
Il 2023 è stato l'anno in cui si è iniziato a parlare seriamente di barche elettriche da diporto. Sì perché proprio negli ultimi 12 mesi diversi produttori hanno tirato fuori dal cappello le proprie soluzioni, progettate per rispondere a esigenze ben specifiche di una clientela davvero selezionata.
Ma perché questo genere di progetti potrebbe davvero avere un futuro nel particolare mondo della nautica? La risposta è tutta nelle distanze che solitamente si coprono con questo tipo di imbarcazioni, ma anche nei costi inferiori per il carburante e nelle emissioni azzerate. Ma attenzione, non è tutto oro quel che luccica e prima di tutto ci sono delle questioni da risolvere.
In elettrico sull'acqua
L'idea di sfruttare l'elettricità per navigare su specchi d'acqua, sia che si parli di acque interne (come fiumi o laghi) sia che si parli di mare, risale ad alcuni anni fa, periodo nel quale diversi produttori automotive hanno deciso di mettere a disposizione il proprio know-how ingegneristico al servizio del settore.
Da queste idee sono nate imbarcazioni come la Candela C-8, la barca per medie distanze dotata dell'intero powertrain della Polestar 2, oppure in tempi più recenti la Frauscher x Porsche 850 Fantom Air, con il powertrain dell'imminente nuova Macan a zero emissioni.
Frauscher x Porsche 850 Fantom Air
Non sono poi mancati anche altri progetti più ambiziosi, come quello della barca The Icon di BMW e Tyde oppure, per scendere più in basso a livello di prezzo, il motore fuoribordo Mercury Avator 7.5e, progettato dal leader globale dei motori marini che grazie al pacco batterie da pochi kWh intercambiabile permette una navigazione da diporto sicura per piccole imbarcazioni.
Abbiamo parlato di batterie e infatti il motivo principale per il quale il mondo della nautica - a differenza del mondo dell'auto - non ha dimostrato particolari dubbi con l'ingresso dell'elettricità è sicuramente quello delle distanze da coprire.
Chi è solito navigare, infatti, a meno che non abbia una barca di medio/grandi dimensioni, sa bene che sull'acqua si coprono solitamente distanze infinitamente inferiori rispetto a quelle automobilistiche.
Questo avviene sia perché non ci sono barriere architettoniche e paesaggistiche da raggirare (salvo magari dei punti in cui l'acqua è bassa), sia perché non c'è quasi mai una grande quantità di traffico e, una volta imparate bene, le regole di navigazione per non addetti ai lavori sono piuttosto semplici.
BMW e Tyde, la barca icona
Una questione di consumi
Quando si parla di nautica, poi, c'è anche da considerare un altro fattore: i consumi di carburante. Con motori a benzina o gasolio solitamente sono molto alti, questo perché mettere in moto una massa che galleggia su un fluido richiede un quantitativo energetico non indifferente, ma non solo.
A differenza delle auto, anche mantenere una velocità di crociera giusta richiede un dispendio di carburante piuttosto alto in mare, in quanto il sistema di generazione del moto attraverso una tradizionale elica ha un livello di efficienza medio/basso.
Quindi perché potrebbe avere senso navigare grazie all'elettricità rispetto alla benzina o al gasolio? Oltre alla silenziosità e alla potenza istantanea, un'altra risposta può essere trovata anche nel costo dei carburanti. Per capire bene la questione chiamiamo in causa ancora una volta la Candela C-8, la barca elettrica con il powertrain della Polestar 2. Questa sempre nel 2023 ha ottenuto il record di consumo sull'acqua per barche a zero emissioni pari a 1 kWh a miglio nautico.
Candela C-8 Polestar Edition
Nel mese di settembre al tempo del record il costruttore aveva spiegato che il costo dell'elettricità consumata dalla barca per percorrere i quasi 900 km in 24 ore era stato di circa 120 euro. Secondo la stessa azienda, per un'imbarcazione dal peso e dalle dimensioni equivalenti ma con motore termico si sarebbero dovuti mettere in conto almeno 1.400 euro.
In più, sempre secondo quanto riportato dal costruttore, una barca "normale" avrebbe emesso circa 1.785 kg di anidride carbonica, mentre la C-8 si è fermata a soli 17,37 kg, secondo il mix elettrico svedese standard.
Pro ma anche contro
Navigare a zero emissioni è dunque possibile e nel 2023 diverse aziende lo hanno dimostrato. Tuttavia come sempre quando si parla di novità di questo tipo non bisogna dimenticarsi le possibili problematiche che in futuro dovranno essere affrontate.
Prima tra tutti la questione dell'ingresso dell'acqua in barca. Si tratta di una cosa inevitabile con il passare del tempo, soprattutto sui sistemi a linea d'asse con motori entrobordo, che richiede una costante lubrificazione con grasso per essere arginata.
Chiaramente quando l'acqua entra in ambienti con motori termici (in bassa quantità) i problemi possono essere ben pochi, diverso invece quando va a infiltrarsi in un ambiente in cui è posizionato un powertrain a zero emissioni, seppur opportunamente "marinizzato".
Infine è opportuno ricordare che, soprattutto in Italia, le banchine opportunamente elettrificate nei porti sono ancora ben poche, una questione che viene affrontata molto spesso al Governo e che presto potrebbe trovare una vera e propria direzione di implementazione. Dunque per saperne di più non resta che continuare a monitorare il settore nautico anche nel 2024.
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