Le auto pesano sempre di più. Una tendenza, quella a salire di massa, che negli ultimi anni ha portato in strada delle sorte di "bisonti su ruote"; un qualcosa che emerge ancora di più quando si parla di auto elettriche, tradizionalmente più pesanti delle controparti termiche a causa del pacco batterie.

Ora, però, Parigi accusa i SUV di occupare troppo spazio in città e, perciò, impone tariffe più elevate al parcheggio dei veicoli "pesanti". Ma la decisione dell'Eliseo ha veramente senso? E, soprattutto, cosa succede ora? Facciamo il punto.

Una questione di massa, ma perché?

Come riportato su Motor1, la questione è nata domenica 4 febbraio, quando alle urne di Parigi si è presentato il 5,7% degli elettori per esprimersi sulle tariffe di parcheggio nella capitale. Poco più della metà delle persone (54,5%) si è dichiarata favorevole ad aumentare il prezzo dei ticket per le auto di peso superiore a 1,6 tonnellate (termiche) o 2 tonnellate (elettriche) provenienti da fuori città.

Si è trattato di una prima assoluta, che ha generato non poche polemiche in tutto il continente. Chi conosce bene le auto di oggi, infatti, sa che sul mercato sono ben pochi i modelli sotto le soglie proposte.

Parlando di auto elettriche, a fare eccezione c'è sicuramente la Tesla Model Y, SUV medio campione di vendite nel 2023, progettato - come tutte le creature di Musk - eliminando il superfluo e facendo della razionalità il cavallo di battaglia: un fattore, quest'ultimo, che ha permesso agli ingegneri di fermare l'ago della bilancia della versione Long Range - dotata di due motori - a "soli" 1.959 kg (1.909 kg invece per la RWD base).

Tesla Model Y in Midnight Cherry Red: Das Exterieur

Tesla Model Y 2023

La "regina del mercato" è affiancata da pochi modelli sotto i 2.000 kg. Tra questi ci sono alcune tedesche che nascono su piattaforma MEB, come la Volkswagen ID.4, che nella versione d'accesso Pure ferma l'ago della bilancia a 1.970 kg, e la Volvo XC40, che arriva a quota 1.959 kg, sempre nella versione base a singolo motore e trazione posteriore.

Nel concreto, tutte le altre auto dal peso superiore alle 2 tonnellate (quindi più grandi o con batteria più capiente di queste appena citate) saranno soggette al pagamento della nuova tariffa oraria di 18 euro l'ora, per sostare sull'equivalente francese delle nostre strisce blu.

Volvo XC40 Recharge (2020)

Volvo XC40 Recharge

Euro-spec 2024 Volkswagen ID.4 esterno

Volkswagen ID.4

Meno peso, più efficienza

Arriviamo ora al punto. Leggendo le motivazioni dell'amministrazione comunale parigina, si scopre che l'iniziativa è stata voluta per scoraggiare l'utilizzo delle auto di grandi dimensioni nel centro della città e lasciare più liberi i parcheggi e le strade.

Motivazioni molto valide, anche se qualcuno si chiederà perché non si è fatto riferimento alla lunghezza o alla larghezza delle auto - due fattori di cui abbiamo discusso pochi giorni fa sulle pagine di Motor1 - invece che alla massa. La risposta è che le dimensioni sono una diretta conseguenza del peso e quest'ultimo, dunque, può essere preso come parametro durante la stesura delle nuove normative, volte a "liberare spazio" (in passato se ne era parlato anche a Londra).

Ma non solo. Allargando la questione e volendo premiare le auto efficienti e dal ridotto impatto ambientale, bisogna anche ricordare che, solitamente, a una minor massa corrisponde una maggior efficienza dell'auto stessa e, perciò, un maggior numero di km percorsi a parità di capacità del pacco batterie. Insomma, un minor "spreco" di risorse a tutti gli effetti.

Batteria rotonda BMW

La batteria rotonda BMW

Le conseguenze sul futuro

Quali sarebbero le conseguenze su tutto il settore dell'auto se queste nuove normative fossero adottate in futuro anche da altre città europee e mondiali? Le risposte possono essere molteplici.

Prima di tutto queste nuove decisioni politiche potrebbero dare una spinta ulteriore all’industria per progettare e produrre auto dal peso inferiore rispetto a oggi, rimuovendo il superfluo e assicurando autonomie maggiori senza la necessità di installare accumulatori sempre più grandi.

Come diretta conseguenza della riduzione di peso, la seconda conseguenza potrebbe essere un generale ridimensionamento di tutti i veicoli. Se è infatti vero che a minor massa corrispondono minori dimensioni, in futuro il settore potrebbe essere incentivato a produrre auto più piccole ma con più spazio a bordo, evitando comunque le citycar, troppo costose da realizzare a zero emissioni e poco adatte alla famiglie, sempre più inclini a comprare una sola auto.

Infine la terza conseguenza potrebbe essere una generale accelerazione del nuovo mercato dei quadricicli elettrici non leggeri, proprio in sostituzione delle citycar e in cui i Costruttori francesi in questi anni hanno maturato una discreta esperienza, con modelli come la Renault Twizy prima, la Citroen Ami dopo e, prossimamente, nuovi progetti come per esempio la Mobilize EZ-1.

Quadriciclo elettrico Mobilize Duo, vista esterna anteriore a tre quarti

Mobilize Duo

Citroen Ami, la prova su strada

Citroen Ami