Così i marchi giapponesi recuperano il ritardo sull'auto elettrica
Vendite di full hybrid e indebolimento dello yen stanno arricchendo i brand nipponici, pronti ormai a dare nuova linfa ai progetti EV
Rallentano, ma non si fermano le vendite di auto elettriche nel mondo; uno scenario molto
familiare in Giappone, dove le vetture full electric faticano da sempre a conquistare i cuori degli automobilisti.
Una parte della responsabilità va alle Case che dominano il mercato nipponico, come Toyota e Nissan, che negli anni si sono focalizzate soprattutto sulla proposta di modelli ibridi. Sembra però che le cose siano destinate a cambiare. Vediamo con ordine.
La situazione
Una decelerazione dell'elettrico era stata già prevista. Stephen Ma - cfo di Nissan - aveva dichiarato che "l'elettrificazione non avrebbe rappresentato un percorso in linea retta, ma un saliscendi, seppur in continua crescita nel lungo periodo".
Yoichi Miyazaki, cfo di Toyota, aveva dichiarato che le ibride raccolgono il consenso dei consumatori come "soluzione realistica" perché non richiedono necessariamente infrastrutture di ricarica, riferendosi però alla stretta attualità.
Infine, Eiji Fujimura, direttore esecutivo di Honda, aveva affermato che l'azienda era consapevole di un futuro rallentamento dei veicoli elettrici. Tuttavia, aveva anche detto che "l'elettrificazione deve andare avanti" per raggiungere la neutralità delle emissioni di carbonio e che la Casa continuerà a portare avanti la sua strategia riguardante le auto elettriche.
Utili da record
La particolare situazione attuale si è tradotta in utili da record per la maggior parte dei brand nipponici, che hanno visto decollare le immatricolazioni di vetture full hybrid. Ciò, unito all'indebolimento dello yen, ha permesso alle Case di aumentare i profitti e, di conseguenza, alimentare ulteriormente i fondi destinati all'elettrificazione.
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Senza dimenticare che tanti marchi stanno portando avanti studi importanti per le batterie di nuova generazione. È il caso di Toyota, i cui accumulatori allo stato solido, in arrivo nei prossimi anni, potrebbero rappresentare l'asso nella manica per migliorare la densità energetica e l'efficienza complessiva dei modelli. C'è poi Nissan, che punta a nuove batterie LFP più economiche del 30% per rendere più appetibili le sue elettriche, prima nei mercati emergenti e poi nel resto del mondo.
Citiamo anche Mazda, che di recente ha stretto una partnership strategica con Panasonic per la fornitura di batterie. Saranno utilizzate sulle elettriche in arrivo del brand, immesse sul mercato per spingere il marchio ad avere il 40% delle vendite del 2030 a zero emissioni. Insomma, il Giappone è pronto a recuperare.
Fotogallery: Toyota bZ4X
Fonte: Japantimes
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