Toyota ha sempre creduto nella diversificazione. Lo fa da decenni – da quando ha introdotto l’ibrido per le masse – e continua a farlo ora che deve traghettarsi verso la mobilità de futuro. Così, esattamente come crede che l’elettrico non sia l’unica via per la decarbonizzazione dei trasporti, altrettanto è convinta che all’interno della categoria delle auto a batteria, avere a disposizione diverse tecnologie è la scelta più saggia.

I vertici della Casa nipponica, per esempio, stanno lavorando sulle batterie allo stato solido, che a detta di molti esperti rappresenteranno un elemento di svolta nel mondo dei trasporti a zero emissioni. Altrettanto, però, devono essere messi a punto accumulatori di altri tipi, così da rispondere al meglio alle diverse esigenze.

Progresso step-by-step

Questa convinzione si traduce in una strategia in cui si avanza a piccoli passi. Toyota ha intenzione di aggiornare le proprie batterie attuali fino a portarle a garantire entro il 2027 un’autonomia di 1.000 km. I classici accumulatori agli ioni di litio con elettrolita liquido, quindi, sono lontani dall’uscire di scena.

Nel mentre, si lavorerà anche sullo stato solido, che potrebbe innalzare le percorrenze con una sola ricarica fino a 1.200 km. Toyota non ha però detto quando questa tecnologia sarà disponibile sul mercato. Però, non ci si deve lasciare ingannare da dichiarazioni prudenti. Toyota sta lavorando sullo stato solido dal 2020, giocando d’anticipo su diversi concorrenti e non è detto che non voglia sfruttare una sorta di effetto sorpresa.

La piattaforma della Toyota bZ4X

La piattaforma della Toyota bZ4X

Nell’attesa, però, di cose da vedere ce ne saranno molte.

Le batterie bipolari

Tra le novità annunciate da Toyota ci sono le batterie bipolari. Arriveranno nel 2026 o forse nel 2027 e grazie a una diversa struttura interna consentiranno di guadagnare autonomia e velocità di ricarica. Toyota, afferma che montate su un’auto elettrica come la bZ4X le consentiranno di passare da 480 a 800 km e di ricaricare dal 10% all’80% in 20 minuti anziché i 30 attuali.

La tecnologia bipolare deriva da quanto messo a punto sulle batterie al nichel-metallo idruro che la Casa adotta sulle sue auto ibride. Sarà applicata sia sulle batterie agli ioni di litio con chimica “tradizionale” al nichel manganese cobalto, sia sugli accumulatori al litio ferro fosfato.

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