La Gigafactory Berlino ha avuto l’ok ai lavori di ampliamento. Tesla, dopo mesi in cui ha dovuto fronteggiare associazioni ambientaliste e manifestazioni da parte di un certo numero di abitanti della zona, ha finalmente avuto il via libera per mettere in atto il piano di espansione della fabbrica tedesca.

A dare parere positivo al progetto è stato il parlamento della regione del Grunheide, dove lo stabilimento ha sede. La GigaBerlin, quindi, può allargarsi guadagnando 118 ettari e potendo costruire così uno scalo ferroviario che renderà tutta la gestione della logistica e la spedizione delle auto più semplice e più veloce.

Parte della foresta è salva

Ma perché tanto astio contro la Casa americana? Il fatto è che, per procedere all’ampliamento, Tesla dovrà abbattere 50 ettari di foresta. Per questo il 62,1% della popolazione, interpellata sull’argomento, a febbraio ha espresso un parere negativo. L’iniziativa, promossa dallo stesso governo locale, non era però vincolante e le autorità, dopo attente valutazioni, hanno preferito dare ugualmente l’autorizzazione ai lavori.

Secondo i media tedeschi, 11 rappresentanti del parlamento del Grunheide hanno espresso voto positivo, 6 voto negativo e 2 si sono astenuti. Il voto delle autorità è stato espresso a seguito della decisione di Tesla di ridurre l’espansione. Inizialmente, infatti, gli ettari di foresta destinati a essere abbattuti sarebbero dovuti essere 100.

Elon Musk durante il discorso di inaugurazione della Gigafactory di Berlino

Elon Musk durante il discorso di inaugurazione della Gigafactory di Berlino

Si cresce anche in Cina

Se in Europa lo sviluppo degli impianti produttivi di Tesla percorre strade tortuose, in Cina la Casa sembra viaggiare a tutta velocità verso il futuro. Dopo i proficui dialoghi con le autorità governative locali e con Baidu sulla questione Robotaxi, Elon Musk e soci stanno pensando di costruire nel Paese del Dragone un data center per l’addestramento dell’intelligenza artificiale e della guida autonoma.

La mossa chiuderebbe il cerchio: Tesla ha l’accordo con Baidu per le mappe stradali e con il governo per sperimentare il servizio di taxi in città come Shanghai. Ora, sempre in Cina, si elaboreranno i dati si migliorerà il software destinato a queste attività. La costruzione di questo centro assume un significato ancor maggiore, considerando i problemi – che sembrano ormai superati – sulla gestione ed elaborazione dei dati sollevati dalla Cina in passato.

Come coccolare le flotte

Tesla guarda al futuro da sempre, ma sa che non può trascurare il presente. Così, mentre parla di strategie di lungo periodo e di veicoli a guida autonoma totale, sta mettendo in atto anche misure in favore delle società di leasing che negli ultimi tempi hanno lamentato un costo eccessivo sulle riparazioni nonché una eccessiva perdita di valore del proprio parco auto a causa dei recenti tagli dei prezzi di vendita.

Tom Brady presenta le Tesla Model 3 di Hertz

Hertz ha proceduto all'acquisto di migliaia di Tesla Model 3

Le società di leasing, infatti, calcolano le rate dei leasing sul valore di acquisto e sul presunto prezzo a cui potranno vendere le auto al termine dei contratti. Ma con auto nuove dal costo minore, dovranno per forza praticare prezzi di vendita inferiori alle previsioni, registrando perdite.

A quanto pare – almeno stando a quanto riportato dalla Reuters – Tesla proporrebbe a queste società sconti sull’acquisto di auto nuove o in stock e anche riduzioni sugli interventi di manutenzione. Il rischio, è che alcuni decidano di rinnovare il proprio parco circolante acquistando auto di altri brand, una volta giunti al termine dei contratti attualmente in essere.

Fotogallery: La fiera per la Tesla Gigafactory di Berlino