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Tesla Robotaxi sempre più vicino: ecco il brevetto per sanificarlo

La Casa deposita una tecnologia per igienizzare l'abitacolo dei veicoli senza conducente: usa sensori e raggi UV contro germi e batteri

Una foto di quello che potrebbe essere il Robotaxi di Tesla

Francesco Barontini Francesco Barontini

Di: Francesco Barontini

2 lug 2024 alle 14:28

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Tesla sta davvero correndo per rendere il Robotaxi realtà. A tal riguardo, la Casa americana ha appena depositato una domanda di brevetto per un sistema di sanificazione automatizzato che sarà utilizzato proprio sui suoi nuovi veicoli a guida autonoma.

Il sistema, come è intuibile, entrerà in funzione al termine di ogni corsa consentendo ai clienti successivi di salire a bordo di una vettura pulita e, appunto, sanificata. Il brevetto in questione è stato registrato con la generica dicitura di “Controllo delle condizioni ambientali in spazi chiusi”. Vediamo come funziona.

Una gran quantità di sensori

 “Gli spazi condivisi presentano vantaggi in termini di costi, efficienza e sostenibilità ambientale. Per esempio, un'automobile che fornisce il trasporto per tutto il giorno a più persone lo fa con costi di trasporto e un impatto ambientale inferiori rispetto a un'automobile utilizzata da una sola persona per gli spostamenti personali”, spiega Tesla.

La Casa americana prosegue: “Tuttavia, gli spazi condivisi hanno lo svantaggio di facilitare la trasmissione indiretta di malattie trasmissibili attraverso aria o superfici contaminate. Gli attuali mezzi per la sanificazione degli spazi condivisi come la pulizia manuale delle superfici con salviette disinfettanti, possono richiedere molto tempo, essere laboriosi e portare a condizioni igieniche insoddisfacenti. Inoltre, tali attività implementate manualmente potrebbero non essere facilmente verificabili”.

 

Ed ecco l’idea: l’adozione di una serie di sensori di diversa natura, tra cui telecamere, sensori acustici, termici e di pressione, oltre che sensori capacitivi, di radiofrequenza e di gas, per tenere sempre sotto controllo le condizioni generali dell’abitacolo del Robotaxi che, una volta segnalata la necessità di intervento, viene sanificato attraverso luci UV e un sistema di riscaldamento apposito.

Serve comunque un centro assistenza

E se non basta? Cioè: se chi utilizza un Robotaxi è particolarmente incivile e lascia rifiuti o altro all’interno del veicolo? Elon Musk e soci hanno pensato anche a questo. Tesla infatti sta valutando la possibilità di utilizzare una rete di aree attrezzate per sanificare i veicoli in modo più approfondito, se necessario. Lo farà con operazioni altrettanto automatizzate. Magari utilizzando degli Optimus.

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Anche Rimac, parlando di taxi a guida autonoma che introdurrà attraverso la sua controllata Verne, ha affrontato il problema parlando della necessità di una Mothership presso la quale la flotta dovrà recarsi periodicamente per procedere a pulizia e sanificazione.

Tutto molto interessante, viene da dire. Ma resta la questione guida autonoma totale, che al momento non è affatto risolta e che rappresenta ancora il nodo principale per la messa in funzione del servizio. Certo, se Tesla già lavora sulla sanificazione dei mezzi, significa che passi avanti ne farà a breve. Non resta che attendere l’8 agosto, quando il Robotaxi sarà svelato ufficialmente.

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