Vai al contenuto principale

Perché in Italia si vendono poche auto elettriche (e cosa cambierà)

Il report annuale di Motus-E individua le barriere all'acquisto: autonomia, ricarica e prezzi. Ma sono ostacoli che supereremo

Fiat Grande Panda (2024)
Foto di: Fiat

Il report di Motus-E sulla mobilità elettrica e su come questa evolverà da qui al 2035 in Italia pone l’accento, tra le altre cose, anche sui motivi per cui nel nostro Paese non si vendono ancora tante auto elettriche.

L’Italia, anche solo rispetto all’Europa, sembra indietro anni luce parlando di volumi. Basti dire che la quota dell’Unione in questo 2024 è di circa il 14% e che da noi non si va oltre il 3,3% per capire quanta strada dobbiamo percorrere per metterci in pari. Ma perché nel Belpaese c’è tutta questa avversione verso le zero emissioni? Le cause sono sempre le solite.

Autonomia, ricarica e prezzo di listino

Inutile girarci intorno. In Italia l’auto elettrica fa fatica perché costa tanto, perché richiede tempi ricarica lunghi e perché promette autonomie che gli automobilisti non considerano sufficientemente elevate. Partiamo da qui. In effetti, guardando a cosa offre il mercato, i modelli elettrici in vendita, anche se caricati al 100%, non raggiungono autonomie pari a quelle di modelli a combustione interna di pari segmento.

Hyundai Ioniq 6, la prova

Hyundai Ioniq 6: esempio di auto efficiente e con ricarica ultrafast

E, se negli spostamenti giornalieri questa differenza non rappresenta un limite reale, è ancora diffusa la mentalità secondo cui, in caso di necessità o nei lunghi spostamenti che si affrontano sporadicamente, poter contare su percorrenze elevate fa stare più tranquilli.

Poi c’è la questione ricarica: le auto elettriche richiedono soste lunghe alla colonnina rispetto ai tempi del rifornimento di benzina. E la scarsa disponibilità di punti ad alta potenza e una limitata compatibilità delle auto disponibili con le potenze di ricarica più elevate non aiuta.

Dacia Spring

Dacia Spring: l'auto elettrica più economica sul mercato

Ultimo ma non ultimo, il prezzo di listino. Le elettriche sono ancora generalmente più care di vetture tradizionali equivalenti. E gli incentivi coprono solo parzialmente i nuovi acquisti, tanto da non poter essere considerati una misura dedicata a tutti.

Come cambierà lo scenario dell'auto elettrica in Italia

Il futuro promette bene

Come si supera lo stallo attuale? Secondo il report di Motus-E, i nuovi modelli in circolazione mostrano un trend in aumento della performance tecnica che ridurrà il gap con le auto termiche. Le auto elettriche del futuro avranno più autonomia e tempi di ricarica più rapidi. Guardando ai numeri, le auto elettriche lanciate sul mercato nel triennio 2021-2023 hanno guadagnato il 20% di autonomia rispetto ai modelli usciti nel triennio precedente (2018-2020).

leapmotor t03

Stellantis punta sulla Leapmotor T03 per esordire nel mondo delle elettriche low-cost

Le nuove auto potranno anche ricaricare più in fretta, sia per la sempre più diffusa capacità di accogliere energia ad alta potenza, sia per la crescita della rete fast charge, che sarà sostenuta anche dal Pnrr.

L'andamento del prezzo delle elettriche mostra un trend al ribasso

Parlando di prezzi, infine, la tendenza è delineata abbastanza chiaramente. Nel 2019 il prezzo medio di un’auto elettrica era di 35.500 euro e l’incentivo medio all’acquisto era di 5.000 euro. Nel 2023 il prezzo medio è sceso a 31.400 euro e, anche se il contributo medio è passato da 5.000 a 4.000 euro, si è registrato un taglio della spesa del 12%. Inoltre, come è noto, nei prossimi due anni arriveranno molte auto elettriche dal prezzo più basso e questo non potrà che far bene al mercato delle vetture a zero emissioni. Insomma, i segnali sembrano incoraggianti.

Leggi il report completo

Fotogallery: Fiat Grande Panda (2024)