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I prezzi delle batterie stanno crollando: ecco perché

Le celle per auto elettriche di tipo NMC costano oggi 80-100 €/kWh, mentre quelle LFP arrivano a 60 €/kWh: le ragioni

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Di: Dr. Stefan Leichsenring

Tradotto da: Riccardo Ciriaco

9 dic 2024 alle 07:00

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Da circa 500 a soli 60 dollari per chilowattora ($/kWh): i prezzi delle batterie per auto elettriche sono diminuiti drasticamente negli ultimi dieci anni. Quando le celle agli ioni di litio arrivarono sul mercato, nel 1991, il costo di 1 kWh si aggirava fra i 3.000 e gli 8.000 dollari.

Oggi le celle al nichel-manganese-cobalto (NMC) si vendono a 80-100 euro per kWh (€/kWh), mentre quelle al litio-ferro-fosfato (LFP) costano appena 60 euro. I pacchi batteria hanno prezzi del 20-30% in più, ma sono comunque più economici del passato. Come mai questa buona notizia?

Fra eccessi e riduzioni

Uno dei motivi che hanno portato al calo dei prezzi è l'eccesso di offerta in corso dalla seconda metà del 2023, figlio di un ampliamento delle fabbriche e, perciò, di un aumento della produzione.

Grafico: Prezzi delle celle in dollari per kWh

Il calo dei prezzi delle batterie in grafica

C'è poi una riduzione dei prezzi delle materie prime. Prendiamo ad esempio i costi del materiali per catodi, che - secondo i calcoli dell'esperto Dirk-Uwe Sauer, intervistato da InsideEVs Germania -, sono passati dai 78 $/kWh della primavera del 2022 ai 29 $/kWh di ora.

Il litio risulta sette volte più economico, ma anche nichel e cobalto hanno prezzi in discesa. Il tutto è risultato dell'uso di celle LFP, sempre più comuni in Cina: secondo Sauer, l'anno scorso il 70% delle auto elettriche cinesi montava batterie con questa chimica, priva peraltro di materie prime costose.

Mercedes CLA (2025): Anteprima della trasmissione elettrica

La Mercedes CLA elettrica in versione base è dotata di batterie LFP

Europa sempre dietro

Si può quindi dire che il periodo della "corsa all'oro" per i produttori di celle sia ormai terminato e che i margini di guadagno stiano soffrendo "solo" a causa della concorrenza. I produttori cinesi potrebbero guadagnare ancora.

Difficile è però calcolare con precisione i costi in Europa, dove a contare non sono solo le materie prime, ma anche il cosiddetto tasso di scarto, più basso per i produttori cinesi rispetto a quelli europei, ancora all'inizio della produzione di accumulatori. Stando all'esperto, le prospettive per player come VW a Salzgitter o ACC in Francia sono poco rosee.

Batteriepreise auf Rekordtief - Prof. Dirk Uwe Sauer | Geladen Podcast

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