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Effetto boomerang: tutte le auto elettriche americane colpite dai dazi

Anche i veicoli elettrici più rossi, bianchi e blu sono dotati di ricambi stranieri: un autogol

Ford Tariff Top 2
Foto di: InsideEVs

Con l’arrivo dei nuovi dazi del 25% sulle auto importate, il mercato dei veicoli elettrici negli Stati Uniti si è rivelato più vulnerabile che mai. Il colpo non ha riguardato solo le auto cinesi o tedesche, ma ogni singolo veicolo elettrico venduto negli USA, compresi quelli costruiti proprio lì, sotto la bandiera a stelle e strisce.

Perché? Nessuna auto elettrica è davvero “Made in America”. Nemmeno quelle prodotte da marchi che puntano tutto sull’identità nazionale. I dettagli analizzati dai colleghi di InsideEVs US.

Un mercato globale, una filiera globale

Negli Stati Uniti, molte auto elettriche vengono effettivamente assemblate in uno dei 50 Stati federati. Sappiamo bene, però, che nel 2025 assemblare non significa necessariamente produrre. Le Case auto, infatti, dipendono da fornitori sparsi in tutto il mondo e la maggior parte dei componenti - dalle batterie all’elettronica di bordo - arriva dall’estero.

Ed è proprio qui che entrano in gioco i nuovi dazi. Oltre a colpire le auto finite, infatti, le misure impattano anche i componenti importati, facendo aumentare i costi di produzione anche per i veicoli assemblati negli USA.

Mercedes EQS Alabama

La produzione della Mercedes EQS in Alabama

Foto di: Mercedes-Benz

I numeri parlano chiaro. Secondo i dati ufficiali del National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA), solo 28 dei 67 modelli a zero emissioni attualmente in vendita negli States sono assemblati sul suolo americano.

Cinque modelli sono prodotti in Messico (tra cui la Mustang Mach-E e la Chevrolet Blazer EV) e uno in Canada (la Dodge Charger Daytona). Gli altri 34? Provengono da Paesi come Germania, Cina, Corea del Sud, Giappone, Austria, Vietnam e altri. E non basta guardare il luogo di assemblaggio. L’American Automobile Labeling Act (AALA) permette di vedere quanta parte di ogni veicolo provenga effettivamente da USA e Canada. E qui la situazione si complica ancora di più.

Componenti, il vero tallone d’Achille

Secondo i dati AALA, 33 auto elettriche prodotte negli Stati Uniti hanno meno del 10% dei componenti provenienti da USA o Canada. Altri modelli, invece, hanno addirittura lo 0% dei componenti di produzione nordamericana.

Tra queste ci sono alcuni best seller del Paese come la BMW i4, la Hyundai Ioniq 6 e la Kona Elettrica, la Jaguar I-Pace, la Kia EV6, la nuova Lexus RZ, le Mercedes EQB, EQE, EQS, la Nissan Ariya, le Porsche Macan e Taycan, le Subaru Solterra e Toyota bZ4X e, infine, le Volvo C40 e XC40 Recharge.

Tesla Giga Nevada (Tesla Gigafactory 1)

Tesla Giga Nevada (Tesla Gigafactory 1)

All’estremo opposto invece c'è Tesla, che domina la classifica con la Model 3, composta per il 75% da componenti prodotti in loco, e con la Model Y, che, a pari merito con la Volkswagen ID.4, si ferma a quota 70%. Infine ci sono le Tesla Cybertruck e Model S con il 65% di componenti prodotti oltreoceano.

Tutti gli altri modelli presenti nel report restano sotto il 62% di componenti nordamericani. Mancano però i dati di alcuni marchi, tra cui Cadillac Lyriq, Rivian, Lucid e VinFast.

Hyundai Georgia Metaplant

Hyundai Georgia Metaplant

Foto di: Patrick George

Quanto aumenteranno i prezzi?

Secondo l'azienda di consulenza Morgan Stanley, anche un’auto costruita in America potrebbe subire rincari dell’11-12%. L’Anderson Economic Group stima un aumento dei costi tra 2.500 e oltre 20.000 dollari, con i SUV, i marchi premium e le sportive. L’impatto potenziale sul mercato, dunque, potrebbe essere significativo, causando un calo delle vendite di auto nuove fino al -20% se i costruttori dovessero trasferire interamente i costi sui clienti.

Si tratta di perdite stimate di 450-500 dollari a famiglia, anche per chi non cambia auto, a causa dell’effetto a catena su assicurazioni, logistica e servizi legati ai trasporti.

Hyundai Metaplant Hero

Hyundai Metaplant Hero

Foto di: Hyundai

Le alternative? Nessuna scorciatoia a breve termine

Le Case auto possono lavorare per localizzare la produzione, ma non è qualcosa che si fa da un giorno all’altro. Le lezioni della pandemia ci hanno già mostrato quanto sia fragile la catena di approvvigionamento globale.

In conclusione, l’impatto di questa nuova politica commerciale va ben oltre le tensioni tra USA e Cina: colpisce il cuore stesso di come sono progettate e prodotte oggi le auto elettriche. E per i consumatori americani (e indirettamente anche per gli europei), l’effetto potrebbe sentirsi molto presto.

La lista completa delle auto prodotte negli Stati Uniti