A giugno Northvolt chiude per sempre (se qualcuno non la salva)
Serve un acquirente entro un mese e nessuno si è fatto vivo. CATL ci sta pensando, ma si devono ripianare 10 miliardi di euro di debiti
Per Northvolt la fine si avvicina, purtroppo, a grandi passi. Secondo quanto affermato recentemente, quello che si attestava come il più grande produttore di batterie d'Europa interromperà del tutto la produzione a giugno se non riuscirà a trovare un acquirente.
Al momento la realiazzione di celle va avanti nell'ultimo stabilimento rimasto, quello di Skelleftea, nel nord della Svezia. Lì Northvolt realizza celle per le batterie dei camion elettrici di Scania. Ma le operazioni sono prossime a essere sospese.
Non ci sono acquirenti
A marzo il tribunale svedese ha nominato un curatore fallimentare che è stato incaricato di mettere in vendita le attività e i beni di Northvolt. Finora, però, la ricerca non ha portato a nessun acquirente.
Nella giornata del 22 maggio, si è tenuta una riunione in streaming in cui il direttore operativo Matthias Arleth ha comunicato a tutti i 900 dipendenti dello stabilimento le sorti dell'azienda. I vertici non hanno voluto commentare nel dettaglio il tenore del discorso, ma hanno riferito che si è trattato di un atto dovuto per tenere al corrente tutti i soggetti coinvolti.
La batteria agli ioni di sodio di Northvolt
Il problema si aggrava per un altro motivo. La città di Skelleftea ha investito quasi 10 milioni di euro per creare un ecosistema favorevole a Northvolt. Ma senza un soggetto aggregatore, tutto l'indotto rischia di collassare.
CATL potrebbe intervenire?
Il problema resta. Serve qualcuno che sia disposto a investire dei soldi e salvare il salvabile. Non è facile. Per quanto sia cresciuta in fretta, Northvolt si è trovata ad affrontare difficoltà di diverso tipo.
- Da una parte un calo della domanda di batterie legata all'indebolimento del mercato dell'auto elettrica degli ultimi anni.
- Dall'altra le difficoltà e i ritardi nella produzione che non le hanno permesso di soddisfare tutte le commesse ricevute, con evidenti ripercussioni negative sui conti, oltre che sulla reputazione.
Il fatto è che i debiti accumulati da Northvolt ammontano ora a circa 10 miliardi di euro: una cifra considerevole anche per le realtà più solide che volessero rilevare gli stabilimenti. In una recente intervista, Robin Zeng, miliardario fondatore di CATL, ha detto di essere in contatto con alcuni creditori per provare ad aiutare Northvolt, ma che la questione è tutt'altro che risolta.
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