Non c'è pace per le batterie europee: Novo licenzia metà dei lavoratori
L'azienda, rilevata da Volvo dopo la chiusura di Northvolt, riduce l'organico che produce gli accumulatori per auto elettriche
L’Europa delle batterie non trova pace. Quando Northvolt ha alzato bandiera bianca, Volvo ha acquistato la proprietà della società che essa aveva creato: Novo Energy. Un segno di buona volontà da parte della Casa svedese, che si impegnava a salvare almeno in parte il lavoro svolto sul fronte delle celle agli ioni di litio.
Solo che ora Volvo annuncia il licenziamento del 50% della forza lavoro di Novo. Che ci sarebbero stati tagli era chiaro fin da subito, visto che tutta l’operazione che ha portato alla chiusura di Northvolt era dettata da un rallentamento della domanda di accumulatori per auto elettriche in Europa. Ora però, dopo attente valutazioni, è stato deciso che la metà dei circa 350 lavoratori resterà a casa.
Ridurre è necessario
“Nonostante gli sforzi per proteggere la nostra attività e la continua ricerca di un nuovo partner tecnologico all’altezza, le attuali sfide economiche e le condizioni di mercato hanno reso impossibile mantenere le operazioni su questa scala”, ha affermato in una nota il ceo di Novo Energy, Adrian Clarke.
Una fase della produzione delle batterie agli ioni di litio
L’obiettivo di lungo termine non cambia. Novo ambisce ancora a costruire batterie agli ioni di litio su larga scala nei suoi impianti vicino Goteborg. Ma questo potrà accadere nel lungo periodo. Il presente, purtroppo, richiede scelte dolorose.
Il sogno infranto di Northvolt
Northvolt, lanciata con entusiasmo nel 2015, ha vissuto un periodo di espansione, grazie anche agli ingenti finanziamenti ricevuti da una moltitudine di partner, tra cui alcune Case automobilistiche come Volkswagen. L’azienda svedese, fondata da due ex dirigenti Tesla, si poneva un obiettivo ambizioso: contrastare lo strapotere delle aziende cinesi e creare una filiera europea delle batterie che fosse competitiva, sostenibile e tecnologicamente avanzata.
Poi, complici alcune difficoltà nell’avviare la produzione su larga scala e l’affievolirsi della domanda globale di auto elettriche, i conti sono andati velocemente in rosso fino al triste epilogo della chiusura.
Ora a tenere accesa una speranza c’è Novo Energy, che nelle intenzioni vuole produrre batterie per 50 GWh all’anno in una Gigafactory svedese. Si tratta di un numero che dovrebbe coprire il fabbisogno di circa mezzo milione di auto elettriche. Inizialmente di Volvo e Polestar, poi anche di altri marchi. Però, viste le scelte recenti, ci si chiede in quanto tempo riuscirà a raggiungere gli obiettivi fissati. Anche perché, senza più Northvolt alle spalle, è più complicato costruirsi un futuro solido nel super competitivo mondo degli ioni di litio.
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