Lo dice anche il Governo: l’auto elettrica “è il motore del futuro”
Il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, conferma gli obiettivi di elettrificazione: “Il destino è segnato, ci arriveremo”
“L’elettrico è la direzione naturale, perché è più semplice, con meno parti meccaniche, più facile da costruire e più efficiente. È come i frigoriferi: ha pochi pezzi e dura a lungo. Sarà il motore del futuro”.
Più chiaro di così non poteva. Il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, sgombra il campo dagli equivoci e traccia la rotta sul futuro dell’auto, che sarà sicuramente a batterie, anche se “non possiamo pensare che tutto si trasformi dall’oggi al domani”.
“Destino segnato”
Teatro della dichiarazione è la conferenza “Innovazione automotive: un pilastro della competitività europea”, dove Motus-E presenta un “Libro Bianco” che fotografa l’elettrificazione nel Paese per fornire uno strumento di analisi a Istituzioni e addetti ai lavori.
Certo – aggiunge il ministro – “non possiamo pensare che ci sia solo l’elettrico”, perché “ci saranno anche ibridi, carburanti alternativi, cattura della CO2, e modelli con impatto neutro o compensato”. Ma “il destino del motore elettrico è segnato: ci arriveremo”.
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Indipendenza dalla Cina
Sciolti i dubbi sui sistemi di alimentazione del domani, il vero punto interrogativo è: “Quanto tempo ci mettiamo e quanto siamo in grado di governare la transizione? È una sfida che riguarda batterie, tecnologia, accordi con i costruttori, scelte europee e normative”.
Ecco perché, secondo Pichetto Fratin, “questo comparto ha bisogno di essere accompagnato nel cambiamento. Non basta spingere sull’elettrico: serve un vero ripensamento industriale, che coinvolga tutti i livelli della produzione”.
“In parallelo – continua – dobbiamo sviluppare una filiera nazionale delle batterie per non dipendere interamente dalla Cina, che oggi controlla oltre il 50% delle materie prime critiche e lavora l’80% del litio mondiale. Noi dobbiamo trovare un modo per rientrare nel gioco: non possiamo comprare tutto da fuori, dobbiamo attrezzarci per rafforzare la nostra filiera industriale”.
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Gap con l’Europa
Sull’importanza del settore e sul gap fra Italia e resto del continente parlano i numeri: l’automotive è “seconda manifattura d’Europa, con 250.000 occupati diretti e oltre 1 milione contando l’intera filiera”, ma “oggi le auto elettriche rappresentano il 5,1% del mercato italiano, contro il 18-20% di altri Paesi europei”.
“E la differenza – specifica il ministro – non è culturale, ma economica. L’Italia ha fatto la sua parte, con incentivi compatibili con il bilancio dello Stato. Io stesso ho dovuto dirottare quasi 600 milioni di euro destinati alle colonnine per finanziare i bonus auto, perché le colonnine non venivano usate. Il cavallo non beveva, come si dice.
Detto questo – conclude –, oggi abbiamo 60.000-65.000 colonnine in tutta Italia e dobbiamo andare avanti, anche utilizzando strumenti futuri come il Fondo Sociale per il Clima”.
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