Il paradosso del battery swap: è così veloce che NIO perde soldi
Gli automobilisti cinesi abusano del cambio batterie al volo per fare consegne a domicilio o ricaricare altre auto elettriche
Dici NIO e pensi al battery swap. La Casa cinese è diventata famosa proprio perché, più di tutti, ha spinto sulla creazione di un'infrastruttura di sostituzione al volo delle batterie per auto elettriche che la differenziava dalla concorrenza.
Solo che ora che di stazioni per il battery swap ce ne sono migliaia e NIO si è accorta che sempre più automobilisti abusano del servizio, sfruttando a loro vantaggio la possibilità di cambiare la batteria in pochi minuti con una ricarica e creando un danno economico all’azienda.
Tutti gli abusi del battery swap
Ci sono molti modi in cui gli automobilisti NIO approfittano del cambio della batteria nelle stazioni automatiche. La Casa li ha analizzati e catalogati.
NIO Battery Swap
- Uso commerciale: alcuni proprietari utilizzano veicoli NIO per servizi di ride-hailing o per offrire servizio di consegna merci a domicilio, percorrendo molti km e sostituendo spesso la batteria.
- Alimentazione esterna: altri utenti sfruttano la funzione di ricarica bidirezionale per ricaricare altre auto elettriche.
- Rivendita del battery swap: la possibilità di usare il battery swap è trasferibile. Alcuni utenti lo vendono quindi online traendo profitto.
- "Centrali Elettriche Mobili": in casi più estremi, alcuni individui utilizzano i veicoli NIO come generatori mobili. Ci sono stati casi in cui più auto sono state utilizzate per fornire energia nei cantieri edili o a intere abitazioni.
NIO corre ai ripari
Non è la prima volta che NIO deve fare i conti con questa sorta di abusi. Nel 2020 era passata dall’offrire cambi batteria illimitati a un numero massimo di 6 battery swap al mese e, nel 2023, era scesa a 4. Inoltre, sempre nel 2023, aveva limitato la quantità di energia erogabile dall’auto verso un dispositivo esterno a 15 kWh al mese. Però, a quanto pare, non basta.
Una NIO ES7 fornisce energia all'esterno
Per capire quanto può essere gravoso il danno derivante dall’abuso del battery swap, snoccioliamo un po’ di cifre. NIO, in Cina, ha attive 3.100 stazioni. Ognuna di esse costa almeno 200.000 euro, a cui se ne aggiungono 50.000 per la gestione (batterie, elettricità, manutenzione e affitti vari). Ogni anno, quindi, per mantenere attive tutte le stazioni, NIO spende all’incirca 100-120 milioni di euro. Sono cifre enormi, che si sommano a quelle sostenute per ampliare l’infrastruttura, in costante espansione.
È chiaro che una gestione efficiente di questa attività è fondamentale per mantenere i conti in ordine. Anzi, NIO ha creato questa rete di stazioni per guadagnare e invece, al momento, su questo fronte almeno, è in perdita.
Fotogallery: NIO Power Swap Station 4.0
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