General Motors punta tutto sulle batterie LFP accessibili
Il colosso americano ha confermato la produzione di batterie al fosfato di ferro e litio (LFP) nel suo stabilimento in Tennessee
I piani di General Motors per i veicoli elettrici stanno già dando ottimi risultati. Con una dozzina di modelli in diversi segmenti, il produttore americano sta segnando record di vendite e rosicchiando quota di mercato a Tesla. E nonostante la fine dei crediti d’imposta federali negli Stati Uniti e un contesto normativo spesso sfavorevole alle elettriche, GM non rallenta la corsa.
Lunedì GM ha annunciato un importante aggiornamento dello stabilimento di Spring Hill, in Tennessee, che sarà adattato per produrre localmente batterie al litio ferro fosfato (LFP), una tecnologia più economica per le batterie dei suoi veicoli elettrici.
Lo stabilimento fa parte di Ultium Cells, la joint venture tra GM e il colosso coreano LG Energy Solution, uno dei principali fornitori di batterie per tante case auto in USA, tra cui Hyundai, Kia, Toyota e Rivian.
Nel settore, le batterie LFP a basso costo sono considerate la chiave per veicoli elettrici più accessibili. La batteria è infatti la parte più costosa di un EV e abbassarne il prezzo significa ridurre il costo finale dell’auto.
Rispetto alle tradizionali batterie a celle di nichel-manganese-cobalto (NMC), più costose e con un impatto ambientale significativo nella produzione, le LFP offrono generalmente una densità energetica minore ma sono più sicure, più longeve e sempre più competitive in termini di autonomia, soprattutto in Cina, dove alimentano oltre l’80% dei veicoli elettrici.
Su quali modelli?
GM ha confermato che sia il Chevrolet Silverado EV sia la nuova generazione della Bolt EV monteranno batterie LFP. Non è ancora chiaro però se i pacchi batteria per questi modelli verranno prodotti a Spring Hill.
Lo stabilimento di Spring Hill, lo ricordiamo, produce sia auto a combustione che veicoli elettrici sotto lo stesso tetto, con una linea dedicata all’assemblaggio delle batterie. Qui vengono realizzati modelli come Cadillac Lyriq, Vistiq, Honda Prologue e Acura ZDX.
La Bolt EV dovrebbe entrare in produzione entro fine anno e arrivare sul mercato all’inizio del 2026, circa due anni prima dell’avvio della produzione LFP nello stabilimento. GM ha anche dichiarato che il Silverado EV con batterie LFP offrirà circa 560 km di autonomia e permetterà un risparmio di circa 6.000 dollari sul prezzo finale.
La riconversione delle linee di assemblaggio batterie inizierà entro fine 2025 e la produzione delle nuove celle LFP comincerà entro fine 2027. GM punta a risparmi importanti sui costi complessivi rispetto agli attuali pacchi agli ioni di litio con chimiche ad alto contenuto di nichel.
I leader sono cinesi
Sebbene le batterie LFP siano nate negli Stati Uniti, all’Università del Texas a Austin, sono state rapidamente sviluppate e industrializzate in Cina, dove aziende come BYD e CATL sono leader mondiali. Le aziende coreane come LG Energy Solution sono state più lente ad adottare questa tecnologia ma ora stanno cercando di recuperare terreno.
Anche negli Stati Uniti la chimica LFP sta vivendo una nuova primavera. Ford prevede di produrre celle LFP nel suo BlueOval Battery Park in Michigan per veicoli elettrici più economici, mentre Tesla ha ampliato il suo impianto di produzione LFP a Sparks, Nevada, per applicazioni di stoccaggio energetico.
Attualmente la joint venture GM-LGES è il maggior produttore di celle per batterie in Nord America, superando anche Tesla. GM sta inoltre investendo su batterie di prossima generazione, come quelle al litio-manganese-ricco (LMR), destinate a camion e SUV di grandi dimensioni, la cui produzione dovrebbe partire entro il 2028. La casa americana lavora anche su anodi in silicio ed esplora le tecnologie allo stato solido nei suoi laboratori di ricerca e sviluppo.
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