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Ecco la macchina che abbassa i costi delle batterie allo stato solido

Realizzata da Lead, viene usata per il rivestimento a secco degli elettrodi e riduce i costi del 15%

Il macchinario per il rivestimento a secco degli elettrodi di Lead
Foto di: Lead

Nel mondo delle batterie, tutti i produttori cercano di realizzare anodi con metodi a secco. In questo modo si risparmia tempo e si riduce l'impatto ambientale. Minori, infatti, sono gli sprechi e il consumo di energia.

Però questo processo produttivo non è semplice. Se non si realizza correttamente, si rischia di avere batterie con forte degrado e a rischio fughe di corrente. Ora Lead, azienda cinese che proprio nel campo della produzione delle batterie opera, afferma di aver risolto tutti i problemi.

Costi tagliati del 15%

Lead afferma di aver realizzato un macchinario in grado di realizzare elettrodi a secco in modo preciso e sicuro. Questo macchinario, oltretutto, può essere utilizzato sia per batterie agli ioni di litio tradizionali che per batterie allo stato solido.

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Produzione di celle cilindriche 

Lead afferma che il suo sistema di miscelazione e rivestimento di elettrodi a secco opera a velocità meccaniche fino a 100 metri al minuto, supportando capacità produttive a linea singola comprese tra 5 e 8 GWh. Il sistema è compatibile con fogli di elettrodi larghi fino a 1.000 millimetri e con spessori da 40 a 300 micron. Consente inoltre la lavorazione simultanea di due-sei fogli di elettrodi a secco, con l'obiettivo di garantire scalabilità per la produzione di batterie su larga scala.

L'azienda afferma che la validazione sul campo ha dimostrato che questi sistemi riducono il consumo energetico di oltre il 35% e i costi di produzione e dei materiali di oltre il 15%. Le consegne più recenti includono il rivestimento a secco degli elettrodi, la laminazione e la decalcificazione, l'intelaiatura degli elettrodi, l'impilamento ad alta velocità e le macchine per la formatura e l'invecchiamento a freddo/caldo.

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Da Tesla in avanti

Tra i principali estimatori della produzione di anodi a secco c'è Elon Musk. Tesla, come si sa, crede che le batterie allo stato solido arriveranno solo in futuro e al momento preferisce concentrarsi sulle sue celle cilindriche 4680.

Per realizzarle, ha modificato spesso i processi produttivi, per velocizzare il ritmo, abbassare i costi e ottenere celle più performanti. A questo proposito, Tesla nel 2019 acquistò anche la Maxwell Technologies, che proprio sui rivestimenti a secco degli elettrodi.