La rivoluzione degli impianti a 48 volt: come cambia l'auto elettrica
Veicoli sempre più complessi, con schermi e regolazioni elettriche ovunque: entro il 2030, un nuovo standard per la mobilità
Col Tesla Cybertruck, è stata la Casa americana ad aprire nuovamente la strada: quella dei veicoli con architettura elettrica a 48 volt. Da decenni, infatti, quasi tutte le auto prodotte adottano un impianto a 12 volt, considerato ancora oggi lo standard.
I 48 volt, per ora presenti solo sul pick-up della società guidata da Elon Musk, rappresentano però una soluzione che sembra essere destinata a diventare prassi entro il 2030. Almeno, di questo sono convinti i tecnici di Bosch, che hanno spiegato anche il motivo per cui l’auto elettrica favorirà l’adozione di questa nuova soluzione.
L’auto elettrica vuole i 48 volt
Partiamo proprio da qui. Una vettura a zero emissioni ha una batteria enorme, che, ragionando in termini di impianto elettrico, rappresenta una preziosa fonte di energia. Grazie alla presenza a bordo di inverter DC/DC (che mantengono la corrente continua ma che cambiano il voltaggio), questa energia può essere facilmente utilizzata per alimentare tutti i dispositivi di bordo in modo stabile e affidabile.
Lo spiegano anche gli ingegneri Bosch che proprio sugli impianti elettrici a 48 volt stanno lavorando:
"Sulle auto dotate di motore termico non è così facile, perché non essendoci la batteria (o essendocene una più piccola, nel caso ci si trovi di fronte a vetture ibride) sarà più complicato gestire gli assorbimenti e garantire un funzionamento corretto. Ma i vantaggi offerti dai 48 volt sono tali che non se ne potrà fare più a meno".
L'impianto a 48 volt ha debuttato sul Tesla Cybertruck
Una questione di prestazioni e sicurezza
Basta salire a bordo di una vettura di ultima generazione per accorgersi di quanti elementi abbiano bisogno di elettricità. I monitor di strumentazione e infotainment, tanto per cominciare, la regolazione elettrica dei sedili e del volante, le funzioni massaggio delle sedute, il sistema di climatizzazione, l’illuminazione interna, i finestrini elettrici, i tetti apribili, i fari (con tutte le tecnologie annesse e connesse), i dispositivi di assistenza alla guida sono solo gli esempi più tangibili.
Ora, ricordiamoci che con un impianto elettrico a 12 volt, la massima potenza erogabile si aggira intorno ai 3 kW. Oltre questi valori i sistemi possono andare in crisi. Con un impianto elettrico a 48 volt, invece, la potenza massima può arrivare anche a 10 kW: oltre 3 volte di più.
Un voltaggio maggiore, poi, richiede cavi dal diametro meno generoso. Un impianto elettrico a 12 volt in grado di erogare fino a 10 kW avrebbe bisogno di cavi dal diametro di qualche centimetro. Ci sono criticità a livello di pesi, ingombri e costi non indifferenti. Ci sarebbe anche un problema di surriscaldamento che potrebbe portare a principi di incendi o cortocircuiti. Con un impianto a 48 volt, invece, anche alzando la potenza, si possono usare cavi più sottili e avere standard di sicurezza più elevati.
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