Parte la produzione della prima batteria allo stato liquido-solido
Succede in Cina, sfruttando una tecnologia più avanzata della batteria allo stato semisolido, ultimo passo prima dello stato solido totale
La corsa alle batterie di nuova generazione compie un nuovo passo in avanti. Accade in Cina, dove a inizio di quest'anno è entrata in funzione la prima linea di produzione dedicata alle batterie “liquido-solido”, una tecnologia ibrida che punta a superare i limiti delle attuali celle agli ioni di litio e ad avvicinare l’industria alla maturità delle batterie allo stato solido.
Il passaggio dalla ricerca alla produzione vera e propria segna un momento chiave: per la prima volta, parlando di questa tecnologia, si sta cercando di arrivare a una fase di commercializzazione vera e propria. Ma cosa si intende, quando si parla di batterie allo stato liquido-solido?
Le differenze tra semisolido e liquido-solido
Facciamo un passo indietro. Aspettando lo stato solido vero e proprio, i produttori di batterie hanno cercato tecnologie "di avvicinamento". Tra queste, soprattutto, quella delle batterie allo stato semisolido, che sfrutta un elettrolita "pastoso" o gelificato. È già stata messa in commercio da WeLion, utilizzata per esempio da NIO su alcune sue vetture che possono percorrere più di 1.000 km prima di doversi fermare a ricaricare.
La piattaforma con batteria allo stato semisolido WeLion
Le batterie liquido-solido, invece, sono diverse e rappresentano un passaggio più avanzato. Qui l’elettrolita è prevalentemente solido, ma è affiancato da piccole quantità di componente liquida che ha il compito di migliorare il contatto tra elettrodi e ridurre la resistenza interna. Il risultato, potenzialmente, è una maggiore densità energetica, ricariche più rapide e un livello di sicurezza superiore, al prezzo però di processi produttivi più complessi, simili a quelli delle batterie allo stato solido, e per questo ancora in fase di industrializzazione. E qui si torna alla stretta attualità.
Dalla linea pilota alla scala industriale
La nuova linea cinese, di proprietà di Hylic, nasce proprio con questo obiettivo: portare la tecnologia liquido-solido fuori dal laboratorio. L’impianto è stato progettato per crescere a vari step, partendo da una capacità iniziale limitata fino ad arrivare, nel medio termine, a volumi nell’ordine dei gigawattora. L’approccio è pragmatico: validare i materiali, stabilizzare i processi e dimostrare che queste celle possono essere prodotte in modo continuo e ripetibile.
Dal punto di vista industriale, il progetto si inserisce in una strategia più ampia che vede la Cina investire contemporaneamente su diverse soluzioni per poter rispondere al meglio alle varie esigenze di mobilità e di stoccaggio dell'energia. Parlando di stato liquido-solido, l’automotive resta il principale sbocco, ma si pensa anche alla micromobilità, ai sistemi di accumulo e ad altre applicazioni industriali.
Consigliati per te
Questa batteria allo stato solido funziona anche se viene tagliata
Ho giocato alla Nintendo Switch sullo schermo di un'auto elettrica cinese
L'autonomia residua di una BYD Seal dopo 50.000 km
Il Rivian R2 è ordinabile negli USA (poi arriverà in Europa)
CATL produce batterie in Ungheria (e le Case Ue ci guadagnano)
La guida autonoma consuma molta energia. Gli EV possono farcela?
BYD raddoppia: dopo l'auto elettrica, supera Tesla nell'accumulo d'energia