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Non c’è pace per le batterie “made in Ue”: Novo si ferma e licenzia

Volvo stoppa le attività della società controllata e taglia 75 posti di lavoro: cosa sta succedendo

Novo Energy
Foto di: Novo

AAA investitori cercasi. Non è scritto esattamente così, ma è sicuramente il pensiero che frulla nella testa dei dirigenti di Novo Energy, azienda fornitrice di batterie per auto elettriche fondata nel 2021 come joint venture fra Volvo e Northvolt e acquisita al 100% dalla Casa svedese a maggio scorso, dopo la chiusura della startup connazionale.

In attesa di trovare nuovi partner, il costruttore scandinavo stoppa le attività della controllata, già ampiamente ridimensionate nei mesi passati. I colloqui con nuovi finanziatori sono attivi, ma le difficoltà regnano sovrane: “Al momento, riteniamo che sostenere i costi e portare avanti tutte le operazioni non sia economicamente sostenibile”, dichiara alla Reuters il responsabile dei programmi Alexander Petrofski.

Appello all’Europa

E non è tutto. Fra gli ostacoli da superare c’è l’insufficiente sostegno dell’Unione europea: “I partner tecnologici con cui dialoghiamo ci chiedono spesso quali siano i prerequisiti per ottenere finanziamenti dall’Ue e avviare la produzione. Quindi gli aiuti sono davvero, davvero importanti”.

Volvo e Northvolt insieme per un centro di ricerca sulle batterie

Vecchio render di una piattaforma per auto elettriche Volvo con batterie prodotte da Northvolt

Addio a 75 lavoratori

La speranza di Novo è che gli incentivi promessi col Battery Boost, annunciato dalla Commissione di Bruxelles all’interno del recente Pacchetto Automotive, si rivelino sufficienti. Intanto la ex joint venture si vede costretta e cancellare 75 posti di lavoro; un taglio che fa seguito al precedente dimezzamento dell’organico.

“Dopo il fallimento di Northvolt, noi e Volvo abbiamo cercato un nuovo partner tecnologico, ma non avendone trovato uno, abbiamo proceduto in questa direzione”, scrive su Linkedin il ceo Adrian Clarke, che elogia comunque il team per aver “realizzato una gigafactory nei tempi e nel budget previsti”.

La speranza da oltreoceano

Con la crisi mondiale delle vendite di veicoli, soprattutto elettrici, sarà la startup statunitense Lyten, interessata ad acquisire i resti di Northvolt, a risollevare le sorti di Novo e delle batterie “made in Europe”?