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Ecco la batteria che non dà fuoco all’abitacolo

Grazie a una particolare struttura interna, in caso di incendio indirizza le fiamme lontano dai passeggeri dell’auto elettrica

Svolt batterie senza cobalto

Una delle cose che fa più paura quando si parla di auto elettriche riguarda il rischio di incendio e la difficoltà nel domare le fiamme. Svolt, azienda cinese specializzata nella produzione di batterie, annuncia di aver realizzato il primo accumulatore per vetture a zero emissioni che anche nel caso in cui prende fuoco tiene gli occupanti al sicuro.

La Dragon Armor 3.0 di Svolt, questo il nome della batteria in questione, è la prima al mondo, almeno secondo il costruttore, a “separare il fuoco e l’elettricità”. Ma cosa significa di preciso? Cerchiamo di capirlo.

L'importanza di canali di sfiato

Il fatto è che la Dragon Armor 3.0 è costituita in modo da tenere divisi e indipendenti i terminali della componente elettrica dai canali di sfogo della pressione che, in caso di guasto e surriscaldamento, possono consentire alle fiamme di propagarsi. Questa particolare architettura consente l’espulsione delle fiamme durante le fasi di fuga termica verso l’esterno, lontano dall’abitacolo.

Svolt e le sue celle short blade

Svolt e le sue celle short blade

Foto di: InsideEVs

Scendendo più nel dettaglio, i terminali positivi e i canali di sfiato si trovano ai lati opposti della batteria non si intrecciano mai. Secondo Svolt, in questo modo, si possono indirizzare le fiamme verso il basso e lontano dagli occupanti.

Questa struttura interna offre anche altri vantaggi. Perché grazie a una diversa disposizione delle celle si ottiene un incremento della capacità complessiva della batteria compreso tra il 7% e il 10%. Però, bisogna scendere a compromessi riguardo gli ingombri. A parità di capacità interna, infatti, si devono adottare celle più alte di 5 millimetri.

Lo stato liquido-solido aiuta

A questo si aggiunge il fatto che la Dragon Armor 3.0 è una batteria liquido-solido. Una batteria cioè in cui l’elettrolita solido è abbinato a una piccola quantità di liquido che serve solo a ottimizzare il contatto con gli elettrodi.

Le celle a sacchetto allo stato solido di Svolt

Le celle a sacchetto allo stato solido di Svolt

La presenza di una minor quantità di liquido consente alla batteria di resistere meglio a eventuali surriscaldamenti. Sopporta 8 gradi centigradi in più prima di andare in crisi e offre un 10% in più di tempo prima che l’incendio si propaghi. A questo si aggiunge anche il fatto che il rischio che si scatenino le fiamme a seguito di un incidente è ridotto del 25% rispetto a una normale batteria agli ioni di litio.

La Dragon Armor 3.0 è già in produzione. Svolt ne realizza diverse versioni, una da 86 kWh per veicoli ibridi plug-in e una da 115 kWh per veicoli completamente elettrici. La batteria è disponibile anche con celle di tipo diverso. Ci sono celle con chimica al litio, ferro, fosfato e altre con chimica tradizionale: nichel, manganese, cobalto.