Così Renault ridurrà i costi delle auto elettriche del 40%
La Casa francese presenta il piano futuREady: si punta su nuove piattaforme e metodi produttivi più efficienti
Renault ha un obiettivo ambizioso per il 2030: ridurre del 40% i costi di produzione delle sue auto elettriche. Come farà? Lo ha detto presentando il piano futuREady, una sorta di estensione di quella strategia lanciata dall'ex ceo Luca De Meo nel 2021 sotto il nome di Renaulution.
Il fine ultimo è quello di restare competitivi a livello globale, proseguire nel proprio percorso di elettrificazione della gamma e di mettere a punto processi produttivi sempre più efficienti. Scendiamo nel dettaglio.
Si parte da nuove piattaforme
Per tagliare i costi, la prima cosa che farà Renault sarà quella di utilizzare nuove piattaforme modulari che consentiranno di migliorare la standardizzazione tra i diversi modelli. Saranno utilizzate da tutti i brand del gruppo: Renault, Dacia e Alpine.
Concept Dacia Hipster
Tra le più interessanti c’è la RGEV Medium 2.0, dedicata alle auto elettriche di Segmento C e D, che porterà con sé un’architettura a 800 volt, in grado di ridurre i consumi (si calcolano percorrenze fino a 750 km) e aumentare la velocità di ricarica. Su questa piattaforma, oltre a modelli puramente elettrici, verranno realizzate vetture con range extender in grado di percorrere fino a 1.400 km.
RGEV Medium 2.0 a parte, Renault sta avviando un processo di profondo ripensamento di tutte le piattaforme elettriche e dei sistemi di propulsione. La priorità è semplificare: il numero di componenti e le variabili possibili. Su questo fronte, Renault lavorerà sodo anche sulle batterie, che ancora sono uno degli elementi chiave nella produzione di auto elettriche. La Casa francese pensa di intensificare l’uso di celle LFP, più economiche di quelle con chimica NMC.
Renault 4 Savane 4x4 Concept
Cambieranno anche i processi produttivi
Per ridurre i costi delle auto elettriche, Renault ripenserà anche i metodi di produzione. Grazie all’uso dell’intelligenza artificiale, di robot umanoidi, di altri strumenti di ultima generazione e a una riorganizzazione generale di tutti i processi, la Losanga stima di abbassare il tempo di progettazione di una vettura a soli 2 anni e di ottimizzare anche la filiera dei fornitori, riducendo i tempi di fermo in magazzino del 50%.
La revisione delle fabbriche, che saranno “data driven” e sfrutteranno una maggiore connessione tra i vari stabilimenti per la condivisione delle informazioni a distanza, consentirà non solo di ridurre tempi (del 30%) e costi, ma anche di fare meno errori, migliorando l’affidabilità delle vetture, con ripercussioni positive su campagne di richiamo e rete assistenza. Non solo, Renault stima di poter ridurre anche l’impatto ambientale dei propri siti produttivi del 25%.
Per conoscere tutti gli altri dettagli del piano futuREady di Renault, potete leggere l'articolo su Motor1.
Fotogallery: Renault Twingo E-Tech Electric (2026)
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