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Le auto elettriche economiche di Renault parleranno cinese

La Casa francese acquista componenti per i motori elettrici della Twingo a Shanghai, anche se la produzione resta in Francia

Renault Twingo E-Tech Elettrica (2026)

Foto di: Renault

Francesco Barontini Francesco Barontini

Di: Francesco Barontini

5 feb alle 11:10

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Nessuno, o quasi, può esimersi dal fare i conti con la Cina. Soprattutto quando si parla di auto elettriche. Renault, per esempio, si è rivolta proprio ad alcune realtà d’eccellenza cinesi per sviluppare la prossima Twingo in tempi record e a prezzi competitivi.

La Casa francese, oggi, fa sapere che si rivolgerà sempre ad aziende del Paese del Dragone per acquistare componenti da utilizzare nello sviluppo di motori elettrici prodotti in Francia. La società in questione è Shanghai e-Drive.

Perché è una mossa necessaria?

Il motivo, anche in questo caso, è facile da intuire. Acquistare componenti in Cina consente di mantenere bassi i costi. Si tratta di una necessità che non può essere aggirata in altro modo. Soprattutto su modelli, come appunto la Twingo, che si rivolgono alle masse e che per fare volumi accettabili (e garantire un certo margine di redditività) devono essere venduti a prezzi accessibili. Bisogna limare ovunque.

E la Cina, per una serie di motivi che vanno dalle economie di scala alla posizione dominante sul fronte dell’accesso delle materie prime, sull’efficienza di costo è praticamente imbattibile. Anche considerando un costo della manodopera competitivo e le varie iniziative a sostegno della mobilità elettrica messe in campo da Pechino.

Renault Twingo Electric (2026): il motore elettrico (qui in argento sotto caricatore di bordo e inverter) è un motore a magneti permanenti (PSM) per la prima volta presso AmPR Small

Renault Twingo Electric (2026): il motore elettrico (qui in argento sotto caricatore di bordo e inverter) è un motore a magneti permanenti (PSM) per la prima volta presso AmPR Small

Foto di: Renault

La Cina è sempre più in vantaggio

Renault non è la prima né l’ultima delle Case occidentali a fare un passo del genere. Basta pensare alla fornitura di batterie, che passa spesso da colossi cinesi come CATL o BYD, due aziende che riforniscono una fetta importante del mercato e che hanno tra i clienti anche concorrenti diretti.

Per fare un esempio, ricordiamo che proprio BYD, primo in classifica per vendite di auto elettriche, fornisce prodotti a Tesla, che ha detenuto lo scettro di principale brand a zero emissioni per anni e che ora ha ceduto lo scettro proprio al rivale asiatico.

Ma non ci sono solo le batterie. Le aziende cinesi sono fortissime su tutto quello che riguarda la tecnologia. Motivo per cui Audi ha stretto tempo fa un accordo con SAIC (riguardo al software), oppure per cui Ford - è notizia di pochi giorni fa - sta parlando con Geely per avere accesso alle sue competenze in campo di gestione dell’energia e della guida autonoma.

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Fotogallery: Renault Twingo E-Tech Electric (2026)

Renault

Renault Twingo E-Tech Elettrica (2026)

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Fonte: Renault

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