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Quanto è sicura una batteria allo stato solido danneggiata?

Donut Lab ha testato una cella già danneggiata, ecco com'è andata

Quanto è sicura una batteria allo stato solido danneggiata?
Foto di: IDoNutBelieve

Quando si parla di auto elettriche, la sicurezza delle batterie è sempre uno dei temi più importanti. I risultati del più recente test pubblicato da Donut Lab puntano i riflettori proprio su questo aspetto: una batteria allo stato solido può continuare a operare anche dopo aver subito danni alla propria struttura interna, senza manifestare comportamenti critici come incendi o surriscaldamenti incontrollati, che invece possono verificarsi con le batterie tradizionali agli ioni di litio in condizioni analoghe.

Vediamo meglio com'è andata questa prova.

Test estremi su una batteria già danneggiata

La prova è stata condotta utilizzando una cella che in precedenza aveva già subito un danno alla struttura sottovuoto durante un test ad alta temperatura. In uno scenario simile, una batteria convenzionale agli ioni di litio potrebbe andare incontro a reazioni pericolose, con fuoriuscita di elettrolita liquido e contatto con l’ossigeno, condizioni che possono portare a incendi o surriscaldamenti incontrollati.

In questo caso, invece, la batteria allo stato solido ha continuato a funzionare in modo stabile anche dopo il danno. I tecnici hanno sottoposto la cella a cicli di carica e scarica, includendo anche ricariche rapide a correnti elevate. Nonostante il degrado della struttura, la batteria ha mantenuto un comportamento regolare, senza picchi di temperatura fuori controllo e senza segnali di instabilità, continuando a operare in sicurezza pur con una capacità ridotta rispetto a quella iniziale.

Prestazioni sotto stress e assenza di rischi critici

Durante le prove più impegnative, la batteria è stata sottoposta a ricariche rapide che hanno portato la temperatura a salire, in alcuni casi fino a valori superiori a 60 °C, ma sempre entro livelli gestibili. Anche nelle condizioni più spinte, non si sono verificati eventi critici come incendi o fenomeni di runaway termico.

Secondo gli ingegneri coinvolti, il comportamento osservato è legato alla natura stessa della tecnologia allo stato solido, che non utilizza elettroliti liquidi e quindi riduce il rischio di reazioni pericolose in caso di danneggiamento.

Ville Piippo, direttore tecnico di Donut Lab, evidenzia come una cella di questo tipo, anche se compromessa, possa continuare a funzionare in modo sicuro, offrendo un livello di affidabilità interessante per applicazioni future, soprattutto in ambito automobilistico dove la robustezza è un fattore chiave.