Con la batteria quantistica, l'auto elettrica si ricarica in 2 minuti
Ancora alla fase di prototipo, l'accumulatore è già funzionante: 10-80% in 2 minuti e ricarica al 100% in 6 minuti
Quando si parla di batterie, non passa giorno senza che non arrivino idee e studi più o meno concreti su una qualche nuova tecnologia in grado di cambiare le carte in tavola della mobilità elettrica e del mondo dell'energia in generale.
Non tutte sono destinate a diventare realtà, purtroppo, ma alcune sono così radicali da cambiare il modo in cui pensiamo all’energia. È il caso delle cosiddette “batterie quantistiche”, un concetto che fino a pochi anni fa apparteneva più alla fisica teorica che al mondo dell’auto elettrica. Ora, però, un gruppo di ricercatori australiani ha realizzato un prototipo funzionante, aprendo scenari che, almeno sulla carta, potrebbero rivoluzionare anche la mobilità a zero emissioni.
Ricariche ultra rapide grazie al “super assorbimento”
Il principio alla base di questa nuova tecnologia è legato, appunto, ai fenomeni quantistici, che permettono alla batteria di assorbire energia in modo collettivo e non lineare. In pratica, invece di caricarsi in modo progressivo come le attuali celle agli ioni di litio, queste celle quantistiche sfruttano un effetto chiamato “super assorbimento”, che consente di accumulare energia molto più rapidamente.
Il risultato è una ricarica estremamente veloce, potenzialmente in grado di ridurre drasticamente i tempi oggi necessari per fare il pieno di energia su un’auto elettrica. Diamo un po' di numeri (teorici): una batteria quantistica come quella messa a punto dai ricercatori australiani potrebbe ricaricarsi completamente in 6 minuti e passare dal 10% all'80% in 2 minuti, guadagnando centinaia di chilometri di autonomia al minuto. Questo, se anche l'infrastruttura di ricarica potesse garantire alte prestazioni (con potenze dell'ordine del megawatt).
Dalla teoria alla strada, la sfida è industriale
Torniamo alla realtà. Va detto che siamo ancora lontani da un’applicazione concreta nel settore automotive. Il prototipo sviluppato rappresenta una dimostrazione di principio più che una soluzione pronta per la produzione. Le sfide sono legate soprattutto alla scalabilità, alla stabilità e all’integrazione in sistemi reali, problemi che già oggi rallentano tecnologie più mature come le batterie allo stato solido.
Tuttavia, il fatto che un sistema del genere sia stato realizzato in laboratorio dimostra quanto il settore dell’accumulo sia in evoluzione, con approcci sempre più lontani dalla chimica tradizionale. E se anche le batterie quantistiche non arriveranno presto sulle auto, il loro sviluppo potrebbe influenzare le tecnologie future, accelerando la corsa verso ricariche sempre più potenti e veloci.
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