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Stellantis vuole costruire le Leapmotor in Canada

Secondo Bloomberg, Stellantis valuta l'avvio delle operazioni in Canada per alcuni modelli cinesi. Ma non tutti sono d'accordo

Stellantis vuole costruire le Leapmotor in Canada
Foto di: Leapmotor

Il futuro produttivo di Stellantis torna al centro del dibattito. Secondo quanto riportato da Bloomberg, il Gruppo auto starebbe valutando la possibilità di produrre veicoli elettrici del partner cinese Leapmotor nello stabilimento canadese di Brampton, attualmente inattivo.

Il piano - non confermato ufficialmente - sarebbe ancora in fase preliminare e rappresenterebbe una svolta significativa rispetto ai programmi originari.

Quello che sappiamo

Lo stabilimento dell’Ontario è fermo da oltre due anni e avrebbe dovuto essere riconvertito per la produzione della Jeep Compass elettrica, nell’ambito di un investimento complessivo da 3,6 miliardi di dollari canadesi (circa 2,2 miliardi di euro) sostenuto anche da ingenti sussidi pubblici. Tuttavia, nel 2025, Stellantis ha deciso di spostare la produzione negli Stati Uniti, citando le difficoltà legate ai dazi e ai costi del commercio transfrontaliero.

Leapmotor C10

Leapmotor C10

In questo contesto s'inserisce l’ipotesi Leapmotor. Il Gruppo ha acquisito circa il 20% della Casa cinese nel 2023 con un investimento da 1,5 miliardi di euro e starebbe considerando l’assemblaggio di vetture elettriche attraverso il cosiddetto sistema “knock-down kit”. Si tratta di componenti preassemblati in Cina e spediti in Canada per il montaggio finale, una soluzione già adottata in altri mercati emergenti.

La reazione della politica

Questa proposta ha però scatenato forti reazioni a livello politico e sindacale. Il premier dell’Ontario, Doug Ford, ha definito l’operazione “inaccettabile”, sottolineando come un simile modello produttivo ridurrebbe drasticamente l’impatto occupazionale rispetto a una produzione tradizionale. Sulla stessa linea anche il sindacato Unifor, che rappresenta circa 3.000 lavoratori coinvolti dalla chiusura dell’impianto, evidenziando il rischio di escludere completamente la filiera locale dei fornitori.

Leapmotor B05 (2026): L'esterno

Leapmotor B05 (2026): L'esterno

Foto di: Leapmotor

Il nodo centrale riguarda proprio il valore industriale dell’operazione. Un impianto automobilistico tradizionale genera migliaia di posti di lavoro diretti e un indotto ancora più ampio. Al contrario, l’assemblaggio tramite kit preconfezionati richiede una manodopera limitata e lascia la maggior parte del valore aggiunto nel Paese di origine, in questo caso la Cina.

A complicare ulteriormente lo scenario c’è il contesto geopolitico. Il recente accordo tra Canada e Cina per la riduzione dei dazi sulle auto elettriche ha aperto nuove opportunità commerciali, ma ha anche sollevato preoccupazioni negli Stati Uniti, dove si teme un aggiramento delle barriere tariffarie attraverso il territorio canadese.

In questo scenario complesso, la mossa di Stellantis appare come un tentativo di contenere i costi e accelerare la diffusione di veicoli elettrici competitivi, sfruttando il know-how di Leapmotor. Vi terremo aggiornati sugli sviluppi.

 
 
 

Fotogallery: Leapmotor B05 al Salone di Monaco 2025