Le celle 4680 di Tesla sono peggio delle batterie tradizionali
Meno densità energetica, ricarica più lenta e produzione complicata: le promesse non sono mantenute
Quando sono state presentate, le batterie 4680 sono state descritte come una vera e propria rivoluzione della mobilità elettrica. Tesla, invece di puntare su nuove tecnologie (come per esempio lo stato solido), ha preferito concentrare gli sforzi su un nuovo formato di celle cilindriche, più grandi, più economiche da produrre, con maggiore densità energetica e tempi di ricarica ridotti.
Elon Musk le aveva mostrate al mondo durante il celebre “Battery Day” del 2020 affermando oltretutto che queste batterie avrebbero rappresentato un elemento chiave per la realizzazione dell’auto elettrica da 25.000 dollari. Oggi, però, quella promessa sembra essersi trasformata in uno dei progetti più controversi dell'industria della mobilità elettrica.
Poca densità energetica e ricarica lenta
A distanza di 5 anni dalla presentazione, i dati raccolti sulle prime vetture dotate di celle 4680 mostrerebbero prestazioni inferiori rispetto alle batterie fornite da partner esterni come Panasonic e LG Energy Solution. In particolare, le celle sviluppate internamente da Tesla avrebbero una densità energetica inferiore di circa il 13% rispetto alle Panasonic 2170 utilizzate finora su molti modelli della gamma.
Le celle 4680 prodotte da Panasonic
Il problema non riguarderebbe solo l’autonomia, ma anche le prestazioni di ricarica. Secondo alcuni test le curve di ricarica sarebbero meno brillanti rispetto a quelle di batterie con celle tradizionali, con la potenza che scenderebbe sotto i 100 kW già attorno al 35% e tempi 10-80% superiori ai 40 minuti. Sono numeri deludenti, se non del tutto fallimentari, considerando che ci sono concorrenti, come BMW e Mercedes, per citarne due, che usano celle cilindriche che raggiungono ormai i 400 kW di potenza senza problemi.
I problemi legati alle batterie 4680 emergono in un momento delicato. Tesla ha infatti ricominciato a installare queste celle su alcune versioni della Tesla Model Y. Attenzione, non per avere prestazioni maggiori ma, ufficialmente, per diversificare la rete di fornitura e ridurre i rischi legati a dazi e tensioni commerciali.
La BMW iX3 ha batterie cilindriche più grandi delle 4680 che ricaricano a 400 kW
Non tutto è perduto
Per quanto i problemi siamo evidenti, il progetto delle celle 4680 non può essere definito un fallimento totale. Tesla sostiene di aver finalmente risolto uno dei nodi più complessi: la produzione a secco degli elettrodi, che viene realizzato senza l'uso di solventi.
Così facendo anodo e catodo possono essere realizzati più in fretta e con minori costi. E alcuni esperti pensano ormai che proprio questo potrebbe essere il vero obiettivo delle 4680: non tanto aumentare subito autonomia e prestazioni, quanto trasformare il modo in cui vengono costruite le batterie.
Fotogallery: Tesla e la produzione delle celle 4680
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