Batterie LFP e 800 volt: così nasce la nuova piattaforma Stellantis
Si chiamerà STLA One, sarà modulare e debutterà nel 2027. Ideata per auto elettriche e multi-energia punta su costi ridotti e maggiore efficienza
Stellantis vuole velocizzare i tempi di progettazione e contenere i costi, rafforzando la propria capacità di adattarsi alla transizione verso l’elettrificazione e le nuove tecnologie legate alle batterie. È in questo contesto che si inserisce STLA One, la nuova piattaforma che il gruppo automobilistico lancerà nel 2027.
La nuova base tecnica riunirà diverse architetture, oggi separate, in un’unica soluzione, più semplice e standardizzata, su cui saranno sviluppati numerosi modelli futuri di marchi come Fiat, Peugeot, Jeep e Citroen.
Piattaforma STLA One: come è fatta
STLA One nasce come piattaforma in grado di riunire cinque architetture in un’unica base scalabile, coprendo i segmenti B, C e D, per creare una struttura più razionale, capace di adattarsi a modelli diversi mantenendo, però, una standardizzazione dei componenti.
STLA One di Stellantis
In questo, il ruolo delle batterie è centrale: la piattaforma punta sull’adozione crescente della tecnologia LFP, cioè litio-ferro-fosfato, soluzione che consente di ridurre i costi e diminuire la dipendenza da materiali critici come nichel e cobalto. A questa scelta si affianca l’integrazione cell-to-body, una configurazione in cui la batteria viene incorporata direttamente nella struttura del veicolo, con benefici in termini di peso, rigidità e utilizzo degli spazi.
Un altro elemento chiave è la compatibilità con architetture a 800 volt, una soluzione tecnica che permette di ridurre i tempi di ricarica e migliorare l’efficienza nelle fasi di rifornimento energetico.
STLA One: software integrato e obiettivi industriali
Accanto all’hardware, STLA One introduce una componente digitale. La piattaforma sarà la prima di Stellantis a integrare STLA Brain e STLA SmartCockpit, sistemi che gestiscono in modo centralizzato le funzioni del veicolo e l’esperienza digitale a bordo. È prevista anche l’adozione della tecnologia steer-by-wire, che elimina il collegamento meccanico diretto tra volante e ruote, affidando completamente il controllo a sistemi elettronici.
STLA-One
Dal punto di vista industriale, la piattaforma è pensata per diventare una base globale capace di sostenere oltre 30 modelli e superare i 2 milioni di unità entro il 2035.
A proposito di modelli: il gruppo prevede il lancio di oltre 60 novità entro il 2030, tra cui 29 veicoli elettrici. Entro invece il 2028, il costruttore avvierà la produzione della sua prima e-car, ovvero una vettura a batterie più piccola ed economica, dal prezzo di circa 15.000 euro, che nascerà in Italia, a Pomigliano d'Arco. Uno degli obiettivi è triplicare la quota di mercato BEV in Europa entro la fine del decennio.
Stellantis punta inoltre a concentrare il 50% dei volumi su tre piattaforme globali entro il 2030, con un riutilizzo dei componenti fino al 70%, così da ridurre tempi e costi di sviluppo.
Come dichiarato da Ned Curic, Chief Engineering and Technology Officer di Stellantis:
"STLA One è un chiaro esempio di una strategia realmente modulare, che ci offre la flessibilità di una piattaforma multi-energia senza introdurre inefficienze tra un sistema di propulsione e l’altro".
Fotogallery: Il piano strategico di Stellantis
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