Stellantis si tuffa nei taxi elettrici che guidano da soli
Il gruppo auto si allea con Wayve e Uber per sviluppare veicoli a guida autonoma di Livello 4
I robotaxi guadagnano sempre più spazio nei piani dei costruttori. L'ultima mossa arriva da Stellantis, che annuncia una collaborazione con Wayve e Uber per sviluppare e distribuire, su larga scala, veicoli elettrici a guida autonoma di Livello 4, capaci cioè di muoversi senza conducente in condizioni specifiche.
L'obiettivo è creare una generazione di taxi che combina le competenze delle tre aziende: Stellantis si occuperà dei veicoli, Wayve della tecnologia di guida basata sull'intelligenza artificiale e Uber metterà a disposizione la propria piattaforma di mobilità.
Tre aziende, un progetto
Nel dettaglio, il gruppo italo-francese-americano realizzerà le auto partendo dalle proprie piattaforme per la guida autonoma di Livello 4. I veicoli saranno dotati dei sensori e sistemi di sicurezza necessari per operare senza conducente e affrontare un utilizzo intensivo nei servizi di trasporto pubblico privato.
Wayve fornirà invece il software che gestisce la guida. La particolarità della tecnologia dall'azienda britannica è la capacità di adattarsi a città e condizioni di traffico diverse senza ricorrere a mappe specifiche per ogni area.
Robotaxi Hyundai Ioniq 5 Motional/Uber a Las Vegas
Uber, infine, integrerà i robotaxi nella propria applicazione, consentendo agli utenti di prenotare le corse autonome come avviene oggi coi servizi tradizionali.
Dall'Europa al Nord America
La collaborazione prevede una fase di integrazione, test e validazione dei veicoli prima dell'avvio dei servizi. Le aziende dichiarano di voler portare la tecnologia in città europee e nordamericane, con l'obiettivo di ampliarne progressivamente la disponibilità.
L'accordo si inserisce in una strategia già avviata da Wayve e Uber, che hanno annunciato il debutto di servizi di mobilità autonoma a Londra, Tokyo e altre città. Per Stellantis rappresenta invece un passo nel settore della guida autonoma, considerato uno dei pilastri della mobilità del futuro.
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