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Chery brevetta batterie solide da 600 Wh/kg per auto elettriche

La Casa cinese lavora su un nuovo elettrolita al solfuro per aumentare stabilità e prestazioni delle batterie di prossima generazione

Chery brevetta batterie solide da 600 Wh/kg per auto elettriche

Foto di: Motor1 Italia visual (AI-assisted)

Eleonora Lilli Eleonora Lilli

Di: Eleonora Lilli

10 lug alle 07:00

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Parliamo spesso di batterie allo stato solido, perché sono una delle tecnologie più attese per il futuro dell’auto elettrica e Chery vuole giocare un ruolo da protagonista. Il costruttore cinese ha depositato un nuovo brevetto per una soluzione basata su un elettrolita al solfuro, con un innovativo rivestimento pensato per migliorare la stabilità delle celle e avvicinare la produzione di batterie più potenti e durature.

La tecnologia è stata registrata presso l’autorità cinese per la proprietà intellettuale con il numero CN122348252A e riguarda uno degli aspetti più delicati delle batterie solide: il corretto funzionamento dell’interfaccia interna tra i diversi materiali che compongono la cella. Un elemento fondamentale per aumentare affidabilità e prestazioni, soprattutto quando la batteria viene sottoposta a ricariche rapide e utilizzi intensivi.

Un rivestimento speciale per batterie più resistenti

Le batterie allo stato solido, come è noto, utilizzano un elettrolita solido al posto del liquido presente nelle batterie agli ioni di litio oggi più diffuse sulle auto elettriche. Questa tecnologia promette maggiore sicurezza, più energia immagazzinata e potenzialmente più autonomia, ma deve ancora superare alcuni problemi tecnici prima di arrivare su larga scala.

Il brevetto di Chery introduce un sottile strato di rivestimento applicato direttamente sulla superficie dell’elettrolita al solfuro. La particolarità della soluzione sta nel fatto che non si limita a creare una separazione fisica tra i materiali, ma sfrutta legami chimici per rendere più stabile il collegamento tra le diverse parti della batteria.

L’obiettivo è rallentare il deterioramento della cella, un fenomeno che nel tempo può ridurre la capacità di accumulare energia e quindi l’autonomia disponibile. Una maggiore stabilità dell’interfaccia interna potrebbe permettere di realizzare batterie più efficienti e capaci di mantenere prestazioni elevate anche durante le fasi di ricarica più veloci.

Chery sta sviluppando questa tecnologia per le future piattaforme elettriche destinate ai modelli di fascia più alta. La Casa cinese aveva già presentato la propria cella allo stato solido Rhino S, per la quale ha indicato un obiettivo di densità energetica fino a 600 Wh/kg. Questo valore indica quanta energia può essere contenuta in relazione al peso della batteria: più è alto, maggiore può essere l’autonomia ottenibile senza aumentare le dimensioni dell’accumulatore.

Le prime batterie solide Chery attese nei prossimi anni

Il nuovo brevetto arriva mentre l’industria automobilistica cinese sta investendo sempre di più sulle batterie allo stato solido. Secondo i piani del settore, le prime applicazioni pilota dei veicoli dotati di questa tecnologia potrebbero partire dal 2027, ma la diffusione su larga scala richiederà ancora tempo.

La sfida principale riguarda infatti la produzione. Realizzare batterie solide in grandi volumi mantenendo costi competitivi e standard elevati di affidabilità resta uno degli ostacoli più importanti per tutti i costruttori. Anche i principali produttori mondiali di batterie hanno sottolineato che il passaggio alla produzione di massa non sarà immediato.

Chery, che ha il proprio centro principale di sviluppo a Wuhu, in Cina, sta portando avanti internamente diverse attività di ricerca sulle tecnologie elettriche. Il gruppo dispone di migliaia di brevetti e di partecipazioni in diverse aziende della filiera automobilistica, una struttura che gli permette di sviluppare soluzioni proprietarie senza dipendere completamente dai fornitori esterni.

La nuova tecnologia per il rivestimento dell’elettrolita al solfuro rappresenta quindi un ulteriore passo verso batterie più avanzate. Tuttavia, almeno nella fase iniziale, queste soluzioni saranno probabilmente destinate a modelli elettrici premium prima di arrivare sulle auto più economiche e diffuse sul mercato.

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