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Svolta: la Cina sceglie il carbone per le batterie al sodio

Il nuovo approccio punta a creare una filiera autonoma per le auto elettriche di fascia economica

Svolta: la Cina sceglie il carbone per le batterie al sodio

Foto di: Motor1 Italia visual (AI-assisted)

Eleonora Lilli Eleonora Lilli

Di: Eleonora Lilli

7 lug alle 17:00

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La corsa alle batterie al sodio per le auto elettriche entra in una nuova fase. I costruttori cinesi stanno lavorando per rendere questa tecnologia più indipendente dalle materie prime importate, sostituendo alcuni materiali di origine agricola con soluzioni derivate dal carbone, così da creare una filiera nazionale più stabile, ridurre i costi e sostenere la crescita dei veicoli elettrici economici.

A differenza delle batterie al litio tradizionali, quelle al sodio utilizzano ioni più grandi che richiedono componenti differenti per funzionare in modo efficiente. In particolare, l’elettrodo negativo non può essere realizzato con la classica grafite, ma necessita di carbonio duro, un materiale in grado di mantenere la struttura interna della cella anche durante numerosi cicli di ricarica rapida.

Dal guscio di cocco al carbone per produrre carbonio duro

Nelle prime fasi di sviluppo, il carbonio duro utilizzato nelle batterie al sodio è stato ottenuto soprattutto da biomasse, come i gusci di cocco carbonizzati provenienti dal Sud-est asiatico. Questa soluzione, però, ha evidenziato un limite: la disponibilità di queste materie prime resta legata a produzioni agricole concentrate fuori dalla Cina.

Secondo le stime del settore, le risorse locali disponibili permetterebbero di sostenere una capacità produttiva di circa 6,3 GWh all’anno, una quantità insufficiente rispetto alle previsioni di crescita del mercato delle batterie al sodio, che potrebbe superare i 100 GWh entro il 2027.

Per superare questo ostacolo, alcune aziende chimiche cinesi stanno riconvertendo gli impianti verso l’utilizzo dell’antracite, un carbone ad alto contenuto energetico, trasformato attraverso processi ad alta temperatura in carbonio duro adatto alle celle. Questa scelta consente di utilizzare una risorsa disponibile sul territorio nazionale e ridurre la dipendenza da fornitori esteri.

Costi più bassi per le elettriche economiche

Il passaggio a materiali locali ha già avuto effetti sui costi di produzione. Il prezzo del carbonio duro per batterie è sceso sotto i 30.000 yuan per tonnellata, circa 3.700 euro, con l’obiettivo dell’industria di arrivare sotto i 20.000 yuan, pari a circa 2.500 euro per tonnellata, per rendere la tecnologia competitiva su larga scala.

La riduzione dei costi sta favorendo l’arrivo delle batterie al sodio soprattutto nei modelli elettrici più accessibili e nei sistemi di accumulo energetico. Tra le soluzioni più diffuse ci sono le celle con catodi polianionici, che secondo i dati del settore hanno rappresentato circa il 77% delle spedizioni complessive lo scorso anno grazie alla maggiore durata nel tempo.

La tecnologia al sodio non sembra quindi destinata a sostituire completamente le batterie al litio, ma potrebbe affiancarle come alternativa più economica e basata su una catena di approvvigionamento più controllabile. Per i costruttori cinesi rappresenta soprattutto uno strumento per abbassare i prezzi delle auto elettriche e accelerare la diffusione dei modelli entry level.

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