Per il capo del design Klaus Bischoff la strada giusta è quella di un'architettura non condivisa con ibrido e termico: ecco perché

La realtà è sotto gli occhi di tutti. L'offensiva elettrica del Gruppo Volkswagen, anche sotto la soglia psicologica dei 20.000 euro, è legata a una base tecnica comune per tutti i brand, seppure con declinazioni differenti. Una scelta resa plasticamente dalle diverse "facce" della ID.4, che abbiamo già iniziato a scoprire sotto le vesti dell'Audi Q4 e-tron e della Skoda Enyaq.

Tutto può essere ricondotto all'innovativa piattaforma MEB, concepita esclusivamente per l'elettrico, che tra poche settimane entrerà nel vivo della sua carriera con l'imminente debutto sulla ID.3, ordinabile dal 17 giugno. E volgendo lo sguardo più "in alto" nella gamma, un discorso analogo può essere applicato alla collaborazione tra Porsche e Audi con la piattaforma PPE. Insomma, modularità si, ma solo elettrica.

Gli altri? Sbagliano

Si, perché secondo quanto riferito dal capo del design VW Klaus Bischoff ad Autocar, la scelta di puntare su una piattaforma ad hoc, con declinazioni personalizzate esclusivamente per le auto elettriche, è la via giusta da seguire, a differenza di competitor che hanno utilizzato piattaforme che consentono propulsori di natura differente.

Il riferimento sarebbe a costruttori come PSA, BMW o Volvo che offrono declinazioni a combustione interna, ibrida o elettrica su una stessa piattaforma, come ad esempio la Peugeot 208 o la Volvo XC40.

Insomma, l'elettrico per il manager offre possibilità che, se condivise con ibrido e termico, verrebbero limitate.

"La nuova architettura offerta dai veicoli elettrici offre ai progettisti la possibilità di proporre un approccio progettuale completamente nuovo. Puntiamo a sviluppare qualcosa che offra ai clienti grandi vantaggi: un ingombro ridotto, grandi interni e un'architettura completamente digitale.

“Mantenere un'auto elettrica nello spazio tradizionale sarebbe stata una decisione sbagliata."

Questione di libertà

Un motore elettrico, è evidente, impone ingombri differenti e inferiori rispetto ad un termico. Dunque, vi è una maggior libertà progettuale in base anche alle esigenze: serve spazio per il pacco batteria, mentre i motori possono essere posti sui vari assi, ed è questa la strada che l'elettrico sta seguendo in relazione alla trazione che si vuole offrire.

E' un qualcosa che già si evidenzia con automobili con più spazio a bordo da un lato, con sbalzi molto meno pronunciati dall'altro. Elementi caratterizzanti figli di maggior libertà costruttiva che però devono mantener ben saldo, per Bischoff, un principio di equilibrio: 

“Se si va troppo oltre, sopratutto nel campo del design, si rischiano squilibri e questo può portare a perdere clienti. Si deve essere coraggiosi, ma bisogna farlo con cautela, passo dopo passo"

Fotogallery: Volkswagen ID.3