Indiscrezioni parlano di contagi a Fremont e ci sarebbero criticità produttive. Intanto, lascia l'uomo che gli ha "aperto" la Cina

Il valore di Tesla in Borsa continua a viaggiare a gonfie vele superando addirittura quota 1.000 dollari e il brand automobilistico, in generale, sta traendo enormi benefici anche per il successo della missione SpaceX che ha portato due astronauti alla stazione spaziale internazionale.

Ma si sa, a volte ci sono problemi anche "in Paradiso" e a quanto pare anche in questa fare non mancano i grattacapi per Elon Musk e soci. E stavolta non arrivano per colpa di Twitter, dove Mr Tesla ha fatto molto discutere per le esternazioni sul Coronavirus trovando un alleato a sorpresa in Vittorio Sgarbi

Il Covid e l'addio di peso

La prima grana è legata alle indiscrezioni del Washington Post secondo le quali lo stabilimento di Fremont, oggetto di un aspro braccio di ferro con la Contea per la riapertura durante il lockdown, avrebbe visto la segnalazione di qualche contagio di Coronavirus.

Dopodiché, Musk deve fare i conti con l’uscita da Tesla di Robin Ren. Vice presidente della divisione Sviluppo, Ren è stato l’uomo chiave nella costruzione della Gigafactory di Shangai, da cui presto potrebbero uscire le prime Model 3 con batteria senza cobalto, anche se non saranno le super batterie di CATL da 2 milioni di km. Per una soluzione simile bisognerà aspettare il Battery Day.

Ren non solo aveva avviato e seguito personalmente i lavori dello stabilimento cinese, ma aveva anche trattato con il Governo di Pechino riuscendo nel duplice obiettivo di ricevere ingenti finanziamenti e di rendere il brand vero e proprio costruttore in terra cinese.

Il manager, in forza a Tesla dal 2015, è stato anche uno dei principali responsabili della crescita a livello globale della Casa, che in pochi anni è passata da marchio di nicchia a primo produttore di auto elettriche al mondo. I motivi della sua dipartita non sono noti, ma la notizia è stata confermata dallo stesso Ren sul suo profilo LinkedIn.

Robin Ren

Una Model Y difficile da produrre

Tra i problemi che Tesla deve affrontare ci sono anche quelli legati alla produzione della Model Y, che sta affrontando un periodo complesso anche a causa dello stop forzato dovuto al Coronavirus.

È quanto si evince da una mail che lo stesso Musk ha inviato ai suoi dipendenti. Nello stralcio riportato da Electrek si legge: “E' estremamente importante riprendere la produzione della Model Y riducendo al minimo la necessità di rettifiche. Questo farà davvero la differenza per Tesla in questo momento”.

Dopo aver chiesto la massima precisione nell’assemblamento del nuovo SUV, che abbiamo potuto provare in anteprima, Musk si rivolge in particolare ai lavoratori impegnati sulla Linea 4, quella linea di produzione allestita sotto un tendone che ha permesso di incrementare i volumi della Model 3 fino a portarla alle 5.000 unità a settimana.

Ha chiesto impegno e pazienza, visto che la struttura, inizialmente provvisoria, continua ad essere usata per la Model Y, costringendo i dipendenti a lavorare in condizioni non esattamente ideali.

Tesla Model Y Performance LR AWD - 3,5 secondi

Nodo vendite

C’è poi una terza questione, che riguarda sempre la Model Y. L’auto è appena entrata a far parte del referral program di Tesla, quell’iniziativa per cui se un proprietario porta in concessionaria un amico e consiglia l’acquisto di una nuova auto trae benefici.

Di solito l’iniziativa è riservata ai modelli top di gamma o a vetture con già qualche anno sulle spalle che devono essere sostenute sul mercato. Inizialmente Model S e Model X - di cui sono stati da poco sforbiciati i prezzi, a fronte dello stop alle ricariche gratis - poi anche Model 3 ma solo in versione Performance.

Nello specifico, Tesla da oggi regala 1.000 miglia di ricarica a chiunque porti un nuovo cliente ad acquistare un’auto, sia essa una Model S, una Model X, una Model 3 o anche, per la prima volta, una Model Y. Che sia indice di una domanda al di sotto delle aspettative?