Auto elettriche: quanto è importante l’ecobonus (e cosa succede in Ue)
L’incentivo ha dato una marcia in più alla diffusione di full electric e plug-in, scuotendo anche il mercato privato: ecco i numeri
Il dibattito sugli incentivi auto è tornato ad accendersi con il decreto Rilancio, tra chi vorrebbe estenderli alle auto fino a 95 g/km di CO2, per sostenere l’industria nel post Covid, e chi preferirebbe invece mantenere la formula attuale (e magari potenziarla), premiando solo elettriche e plug-in.
Tralasciando le polemiche politiche e gli interessi di parte, una cosa è certa: stando ai numeri, finora l’ecobonus (rifinanziato con 300 milioni di euro) ha consentito alle auto ricaricabili di accelerare il passo, con una crescita che ha trovato solo nel Coronavirus una momentanea battuta d’arresto, peraltro già superata. E soprattutto, ha avvicinato le elettriche ai cittadini, in attesa di quello che sarà il fisiologico calo dei prezzi con l'affermarsi della tecnologia. Ma guardiamo i dati.
I dati italiani
Per i privati, rileva l’area studi e statistiche dell’Anfia, da marzo (quando è partito il bonus) a dicembre 2019 sono state vendute mediamente 424 auto al mese tra elettriche e plug-in, che salgono a una media mensile di 745 unità da gennaio a maggio 2020, nonostante il lockdown.
Quanto alle società, il periodo marzo-dicembre 2019 ha visto mediamente 1.173 immatricolazioni di full electric e PHEV al mese, salite a 1.629 nei primi 5 mesi del 2020.
- Quota mercato EV 2018: 0,3%
- Quota mercato EV 2019: 0,5%
- Quota mercato EV gen-mag 2020: 1,8%
In sostanza quindi l’ecobonus - coadiuvato dall’esenzione quinquennale dal bollo (poi comunque ridotto) - ha consentito al complesso delle auto ricaricabili (EV+PHEV) vendute ai privati di passare dal 17,5% al 26% del totale di queste alimentazioni nel 2019 e al 31% tra gennaio e maggio 2020, arrivando il mese scorso, pur con tutte le peculiarità del caso, al 38,5%. Come a dire che finalmente elettriche e plug-in non sono più soluzioni solo appannaggio di flotte e noleggi.
Di seguito il grafico con gli andamenti delle vendite complessive di EV e PHEV (dati Anfia)
Gli altri big Ue
Anche negli altri principali Paesi d’Europa, dove pure sono presenti misure a favore di EV e PHEV, peraltro in fase di rifinanziamento e ampliamento, auto elettriche e plug-in hanno retto meglio delle altre alimentazioni allo tsunami Coronavirus, tornando subito a crescere già a maggio (fatte salve le full electric in Spagna). Ecco i dati:
Germania (maggio 2020)
- Immatricolazioni complessive: -50% a 168.148 unità
- Immatricolazioni elettriche: +20,5% a 5.578 unità
- Immatricolazioni plug-in: +107% a 6.775 unità
Francia (maggio 2020)
- Immatricolazioni complessive: -50% a 96.310 unità
- Immatricolazioni elettriche: +50% a 4.112 unità
- Immatricolazioni plug-in: +134% a 3.064 unità
Spagna (maggio 2020)
- Immatricolazioni complessive: -73% a 34.337 unità
- Immatricolazioni elettriche: -59% a 343 unità
- Immatricolazioni plug-in: +12% a 687 unità
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