Dopo la ricarica "a pedali" arriva un nuovo strano esperimento di pieno elettrico dal Nord Europa: ecco com'è andata

Come si ricarica un’auto elettrica? Con il wallbox di casa, a una colonnina pubblica, in qualche raro caso "wireless" o… con un’altra auto elettrica. Per quanto paradossale la cosa ha funzionato, come ha voluto dimostrare lo youtuber Bjorn Nyland, che ha ricaricato la sua Tesla Model 3 con una Honda e. Un altro strano esperimento che arriva dal Nord Europa quindi, dopo la Model X ricaricata "a pedali".

La piccola nipponica, infatti, è equipaggiata con un potente inverter, in grado anche di trasferire energia dalla batteria a dispositivi esterni, auto incluse.

La presa sulla consolle

La Honda e ha una batteria agli ioni di litio da 35,5 kWh. La scelta di contenere la capacità è stata dettata dal fatto che tutto il progetto è stato impostato sul piacere di guida (che abbiamo già potuto provare in prima persona) e sull’agilità e, di conseguenza, si è preferito contenere i pesi.

Però Bjorn Nyland, approfittando della presa da 1,5 kW sulla consolle centrale, ha voluto provare a testare la capacità della piccola batteria di rilasciare elettricità per scopi diversi dal moto.

 

Rischio surriscaldamento

Lo ha fatto usando un cavo di ricarica che ha permesso di sfruttare quasi tutto il potenziale di quella presa ed è arrivato a 1,4 kW per evitare surriscaldamenti e danni irreversibili.

All’inizio della prova la Honda e aveva la batteria al 94%, mentre la Tesla Model 3 era al 20,6% (pari a 17,6 kWh di energia ancora disponibile).

Fotogallery: Honda e

Esperimento riuscito

Le due auto sono rimaste collegate per 2 ore. Al termine dell’esperimento la Honda e era arrivata ad un livello di carica dell’84%, mentre la Model 3 era salita a 23,8% (19,8 kWh). A guardare il risultato, quindi, molta dell’energia proveniente dalla vetturetta nipponica è andata dispersa e solo una parte ha caricato la berlina americana.

Eppure, alla fine, l’esperimento è riuscito. Nel senso che in effetti, con qualche precauzione e qualche compromesso, seppure in modo del tutto “artigianale” si è dimostrato che si può trasferire energia da un’auto elettrica all’altra. E questo, in casi di estrema necessità – come quando si resta a secco e si deve raggiungere una stazione di ricarica – potrebbe rivelarsi davvero utile.