L'azienda rassicura: il 99,99% dei contagi avvenuto fuori dagli stabilimenti, ma alcuni lavoratori non rientrano in fabbrica

Di nuovo guai per Tesla, quando si parla di Coronavirus. Stavolta i problemi derivano dal fatto che stando a quanto divulgato sul sito aziendale, ci sarebbero circa 130 casi di Covid-19 tra i dipendenti della Casa californiana.

Il dato ha fatto scattare l’allarme, e in molti si sono affrettati a dire che non era sicuro recarsi sul posto di lavoro. L’azienda, però, è subito intervenuta per calmare le acque.

Pochi casi, principalmente da fuori

Dai piani alti, infatti, Tesla ha fatto sapere che su 55.000 dipendenti dislocati in tutti gli stabilimenti nel mondo solo lo 0,25% risulta positivo al Coronavirus. Oltretutto, quei 130 casi dichiarati, non hanno contratto la malattia sul posto di lavoro ma altrove. In famiglia o nel tempo libero. Anzi, Laurie Shelby, vicepresidente Tesla responsabile della salute e la sicurezza, ha affermato che addirittura nel 99,99% dei casi la trasmissione del virus non è avvenuta in azienda.

Eppure, alcuni dipendenti dello stabilimento di Fremont hanno deciso di non recarsi a lavoro proprio per motivi di sicurezza in polemica con l'azienda. Forse anche perché condizionati dalle dichiarazioni che Elon Musk rilasciò nelle fasi iniziali della pandemia, concedendo addirittura un esplicito endorsement a Vittorio Sgarbi.

tesla fremont factory aerial

Musk e il Coronavirus

Musk disse in più di un’occasione che secondo lui non era necessario chiudere le fabbriche. Anzi, affermò che fermare la produzione, oltre che essere inutile, avrebbe arrecato ingenti danni economici. Per questo, addirittura, sfidò le disposizioni della contea californiana di Alameda, dove lo stabilimento di Fremont ha sede, forzando il lockdown imposto dalle autorità locali.

In seguito, però, Musk ha iniziato anche a lavorare attivamente per dare una mano ad affrontare una situazione che in America sembra sempre più emergenziale. Proprio dallo stabilimento di Fremont, infatti, ha avviato la produzione di ventilatori realizzati adattando alcuni pezzi della Model 3.

Oltre a questo, sta contribuendo anche alla ricerca di una cura insieme all’azienda farmaceutica tedesca CureVac, che sta cercando un vaccino.