L’Italia apre al divieto di vendita delle auto benzina, diesel e ibride
Approvato alla Camera l’odg del deputato M5S Giuseppe Chiazzese che contiene la proposta di stop dal 2035: ecco tutti i dettagli
Anche l’Italia pensa di fissare una “data di scadenza” per le auto benzina e diesel, come sta avvenendo in Paesi come Francia e Regno Unito (qui l'approfondimento su tutti i Paesi che si stanno preparando al divieto). La Camera, infatti, ha approvato oggi l’ordine del giorno a prima firma Giuseppe Chiazzese (M5S) che impegna il Governo a valutare l’opportunità di vietare dal 2035 la commercializzazione di nuove auto con emissioni di CO2 superiori ai 50 g/km.
Il che vorrebbe dire, di fatto, lasciare campo libero solo alle elettriche e alle plug-in, tagliando fuori anche le ibride non “alla spina”.
Una nuova prospettiva
L’ordine del giorno con la proposta prende le mosse da diverse considerazioni, a partire da quella secondo cui “la mobilità elettrica può fungere da leva economica per accelerare la ripresa del Paese provato duramente dallo scoppio della pandemia” e “dare nuova prospettiva di vita all’industria automobilistica nazionale”.
Inoltre, l'atto di indirizzo al Governo si ricollega ai contenuti del Piano energia clima che l’Italia ha dovuto presentare a fine 2019 alla Commissione Ue, nel quale si prevede al 2030 una presenza nella Penisola di ben 4 milioni di elettriche pure e 2 milioni di plug-in circolanti. Un traguardo a dir poco sfidante nonostante la straordinaria crescita messa a segno dal segmento.
Pianificare la riconversione
Il testo, che InsideEVs ha potuto visionare, sottolinea l’importanza di garantire all’industria automobilistica “prevedibilità e certezza per il parco vetture nuovo in termini di pianificazione per la riconversione, la riqualificazione e lo sviluppo delle competenze dei lavoratori del comparto", nonché che siano "avviate iniziative di formazione e di ricerca in stretta collaborazione con le parti sociali e le autorità competenti”.
Nelle scorse settimane, lo ricordiamo, un’importante spinta per la mobilità elettrica in Italia è arrivata anche con le misure “pro-colonnine” del decreto Semplificazioni, il cui obiettivo di tagliare le tariffe di ricarica si è però scontrato al momento con le criticità sollevate dall’Autorità per l’energia.
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