Il dibattito in Italia si è appena acceso, ma sono tanti gli Stati al lavoro su questo fronte: facciamo il punto della situazione

Da ieri anche in Italia si parla ufficialmente dello stop alla vendita delle auto benzina, diesel e ibride non plug-in, con una data da segnare sul calendario: il 1° gennaio 2035.

Non si tratta di un’iniziativa isolata, soprattutto in Europa, dove le normative antinquinamento sono più stringenti che altrove e dove tanti sono i Paesi che già stanno valutando l’addio ai motori a combustione interna. Ma vediamo esattamente cosa sta succedendo nel Vecchio Continente e in giro per il mondo.

Norvegia e Olanda al 2025

Tra gli Stati più attivi sul tema eMobility ci sono, da sempre, Norvegia e Olanda. In Norvegia, in particolare, l’elettrico è già più diffuso delle alimentazioni tradizionali, come dimostrano i dati di vendita: a settembre le ECV (elettriche + plug-in) hanno rappresentato un incredibile 81,6% del mercato.

L’Olanda è più indietro a livello di statistiche, ma ha già raggiunto un consistente 14% tra elettriche pure e ibride plug-in. In ogni caso, i Governi in entrambi i Paesi sembrano convinti: dal 2025 stop alle vendite di auto dotate di motore termico, qualunque esse siano.

auto parcheggio

Il trio del 2030

Cinque anni più tardi di Norvegia e Olanda sono altri tre i Paesi europei che stanno pensando di bandire diesel e benzina. Svezia, Danimarca e Germania stanno valutando infatti di consentire la vendita di soli veicoli elettrici dal 2030.

Se le prime due non stupiscono più di tanto, la Germania fa scalpore. Prima di tutto perché è il primo mercato comunitario per numero di immatricolazioni. E poi perché si tratta di un fulcro dell'industria automotive mondiale, con colossi come Volkswagen, Mercedes e BMW che si troverebbero a dover accelerare ulteriormente la transizione verso il full electric.

Gli altri insieme all’Italia

Andando di 5 anni in 5 anni si arriva al 2035. Per quella data, oltre all’Italia, c'è un nutrito gruppo di Paesi che sta progettando l'addio alle vetture endotermiche. Sono il Belgio, l’Irlanda e il Regno Unito. Proprio i sudditi della Regina sono stati tra i primi a muoversi in questa direzione.

Mayor of London Boris Johnson speaking at a vote leave rally in Newcastle Upon Tyne UK

Inizialmente le autorità britanniche parlavano di stoppare le vendite di diesel e benzina nel 2040. Poi hanno pensato di accelerare i tempi e stanno valutando di abbassare l’asticella al 2035. Il responsabile ai trasporti Grant Shapps, alla BBC, ha addirittura parlato di 2032, ma il 2035, al momento, resta la data più probabile.

Il club del 2040

Francia, Spagna e Austria, dal canto loro, stanno pensando di dare l’addio ai motori termici a partire dal 2040. Parigi, in realtà, potrebbe addirittura anticipare i tempi. In ogni caso, sta assumendo posizioni nette a supporto della transizione energetica anche con altre iniziative, come quella della super-multa fino a 50.000 euro per le auto con emissioni di CO2 superiori a 225 g/km.

L’Austria, invece, rappresenta un caso curioso. Nel 2016 Vienna annunciò addirittura che avrebbe voluto fermare le vendite di auto a benzina o diesel già nel 2020. Ad oggi però, le auto a combustione interna sono regolarmente vendute anche lì. Dopo le prime dichiarazioni un po’ troppo estreme, il 2040 sembra un orizzonte decisamente più realistico da rispettare.

PAESE (EUROPA) ANNO PREVISTO PER LO STOP AI MOTORI ENDOTEMICI
Austria 2040
Belgio 2035
Danimarca 2030
Francia 2040
Germania 2030
Irlanda 2035
Norvegia 2025
Olanda 2025
Regno Unito 2035 (forse 2032)
Spagna 2040
Svezia 2030
Auto elettriche, perché per qualcuno la batteria è meglio piccola

Il nodo dell’usato

In Europa, a fare da contraltare a tutte queste prese di posizione ci sono Stati in cui la questione non è ancora stata affrontata. E ci sono infine dei mercati – e sono principalmente quelli di Lettonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia e Bulgaria – in cui una percentuale consistente del parco circolante è formato da auto di seconda mano provenienti dagli stati dell’Europa Occidentale.

Assorbono buona parte delle auto che vengono dismesse dagli altri mercati e ne allungano di fatto la vita media. Ma con l’inasprirsi della normativa europea sulle emissioni e la generale conversione all’elettrico, anche quei mercati saranno costretti a profondi ripensamenti, dovendo rivedere certe logiche consolidate.

copertina europa cina

Una questione mondiale

Ma anche oltre i confini del Vecchio Continente sono numerosi i Paesi in cui si stanno valutando azioni simili. Il primo per volumi e per interessi strategici è la Cina: il più grande mercato al mondo vorrebbe dare l’addio a diesel e benzina a partire dal 2030. E potrebbero seguire l’esempio anche India, Brasile e Israele.

Caso a sé gli Stati Uniti, in cui più che altrove si avverte una certa resistenza. Anche lì, però, c’è qualcuno che pensa a fermare le vetture a motore termico. È la California, Stato leader per quanto riguarda le politiche ambientali e pronto (almeno nelle intenzioni) a convertirsi al solo elettrico nel 2035.

Nel 2040 altri Paesi si adatteranno alla tendenza generale. Canada, Egitto, Singapore e Taiwan ipotizzano di dare l'addio alle auto a combustione tra 20 anni. E anche il Costa Rica ne ha parlato e in un eccesso di prudenza ha detto che sarà pronto al grande passo nel 2050

PAESE (RESTO DEL MONDO) ANNO PREVISTO PER LO STOP AI MOTORI ENDOTEMICI
Brasile 2030
California (STATI UNITI) 2035
Canada 2040
Cina 2030
Costa Rica 2050
Egitto 2040
India 2030
Israele 2030
Singapore 2040
Taiwan 2040