Ci sono segnali che più di altri danno il senso della forza della transizione energetica in atto. Guardiamo a un colosso del petrolio come Total, sempre più impegnato in Europa per la produzione di batterie con Stellantis e in prima linea anche per la rete di ricarica elettrica.

Attività suggellate oggi da un messaggio straordinariamente forte, con l'annuncio dell'abbandono dell'American Petroleum Institute (API), la più importante lobby dell'oil & gas a stelle e strisce. Una decisione giunta per via di un'insanabile divergenza di vedute su come affrontare la lotta ai cambiamenti climatici.

Cambio di mentalità

Andando nello specifico, Total è in disaccordo su più fronti con l'API. L'American Petroleum Institute si è detto a favore di normative meno stringenti sui combustibili fossili e sull'effetto serra e sostanzialmente contrario alle politiche a sostegno dei veicoli elettrici.

Total logo

A questo proposito, Patrick Pouyanné, numero uno di Total, ha affermato che “a seguito della nostra nuova strategia sul cambiamento climatico, resa nota nel maggio del 2020, l’azienda resterà parte delle sole associazioni che abbiano posizioni e messaggi allineati a quelli del Gruppo”.

L’uscita dalla lobby del petrolio Usa, tra l'altro, arriva in un momento chiave per le politiche green d'Oltreoceano, che con l’arrivo di Joe Biden alla Casa Bianca potranno subire una decisa accelerazione dopo la battuta d'arresto di Trump. L'API, insomma, potrebbe avere davanti un periodo piuttosto complesso.

La posizione dei "petrolieri"

L'associazione ha accettato con diplomazia la decisione di Total. Ha colto però l'occasione per difendere le proprie posizioni affermando di non voler sostenere gli incentivi all’auto elettrica perché sono visti come un elemento di distorsione del mercato e di credere che ci siamo diverse strade per affrontare le sfide ambientali e che una molteplicità di punti di vista al riguardo non possa fare altro che bene.

Benzinai colonnine

Al contempo, la stessa API ha anche provato a sottolineare i progressi tecnologici messi a segno negli anni dall'industria petrolifera per ridurre sempre di più il proprio impatto ambientale.

La sfida di Total

Dichiarazioni di rito a parte, la questione è particolarmente complessa. Da un lato, infatti, l’uscita di scena di Total potrebbe innescare una reazione a catena e spingere altri soci dell’API a lasciare l’associazione.

Dall’altra, però, obbliga anche Total a mantenere fede alle proprie posizioni. E bisogna considerare che la compagnia ha molte attività negli Stati Uniti, incluso un enorme impianto di raffinazione in Texas e giacimenti di petrolio e gas offshore nel Golfo del Messico. In media, a fine 2020, l’attività in America ha portato Total a produrre circa 350.000 barili di petrolio al giorno, una fonte di guadagno che sarà difficile rimpiazzare.