In Italia abbiamo superato 30.000 punti di ricarica per auto elettriche. Lo dice Motus-E, che monitora la situazione dell’infrastruttura con costanza e pubblica i risultati delle proprie osservazioni con cadenza trimestrale.

Nello specifico, al 30 giugno 2022, siamo arrivati a 30.704 punti di ricarica suddivisi in 15.674 colonnine e dislocati su 12.410 location accessibili al pubblico. A fine dicembre 2020 sfioravamo le 20.000 e a giugno 2021 eravamo a 23.275 i punti di ricarica. L’anno scorso si era chiuso a 26.024.

L’infrastruttura accelera

Nel periodo aprile-giugno c’è stata quindi un’importante accelerazione della crescita, che vede 2.847 punti di ricarica in più rispetto a fine marzo, quando si registravano 27.857 punti in 14.311 infrastrutture. Se confrontiamo i dati con giugno 2021, la crescita è di 7.429 punti di ricarica, pari al +32%. Rispetto alla prima rilevazione di Motus-E di settembre 2019 (10.647 punti in 5.246 infrastrutture), si registra una crescita del +288%.

Purtroppo circa l’11,5% delle infrastrutture installate risulta attualmente non utilizzabile dagli utenti finali a causa del mancato allacciamento alla rete da parte del distributore di energia o per altre motivazioni autorizzative. Un dato in linea con quello dello scorso trimestre (12%), ma comunque in miglioramento rispetto a dicembre 2020 (22%).

L'andamento delle installazioni fino a fine 2021

Poche colonnine in DC, ma si cambia

Cambiano poco anche le percentuali in termini di potenza: il 92% dei punti di ricarica è in corrente alternata, mentre solo l’8% in corrente continua (nello scorso trimestre il rapporto era 93%-7%). Motus-E segnala però che nell’ultimo trimestre sono soprattutto i punti di ricarica in DC ad aumentare, con un +46% per quelli tra 50 e 150 kW e un +38% per i punti con potenza superiore ai 150 kW”. Prevalgono le colonnine con potenza compresa tra i 7 kW e i 43 kW (78%).

  • Potenza max 7 kW: 14%
  • Potenza 7-43 kW: 78%
  • Potenza 43-50 kW: 4%
  • Potenza 50-150 kW: 2%
  • Potenza max superiore 150 kW: 2%

Serve omogeneità

Parlando di distribuzione geografica, il 57% circa delle infrastrutture è distribuito nel Nord Italia, il 23% circa al Centro e solo il 20% al Sud e nelle isole. Guardando alle singole Regioni, la Lombardia, con 5.080 punti, è la più virtuosa e possiede da sola il 17% di tutte le installazioni. Seguono, nell’ordine: Piemonte (11%), Lazio ed Emilia-Romagna (10%), Veneto (9%) e Toscana (8%). Queste sei Regioni coprono complessivamente il 64% del totale dei punti in Italia.

  • Lombardia: 17%
  • Piemonte: 11%
  • Lazio ed Emilia-Romagna: 10%
  • Veneto: 9%
  • Toscana: 8%

In termini di crescita assoluta, le Regioni che sono cresciute di più nell’ultimo trimestre sono nell’ordine: Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte, Lazio e Veneto. Mentre, in termini di crescita relativa, le regioni che hanno incrementato di più i loro punti rispetto a marzo sono state le Marche con un +24%, seguite da Liguria (+21%), Emilia-Romagna (+14%), Lazio e Piemonte (+12%).

Limitato, però, il numero di colonnine in autostrada, anche se si registrano segnali positivi. Dalla rilevazione emerge che i punti di ricarica presenti oggi sono 235 (+85 rispetto a marzo), di cui 151 con ricarica veloce o ultraveloce. Considerando la rete italiana autostradale complessiva di circa 7.318 km, come riportato dall’Autorità di regolazione dei Trasporti, risultano 2,1 punti di ricarica veloce e ultraveloce ogni 100 km.

“I numeri degli ultimi tre mesi sono positivi, ma possiamo e dobbiamo fare meglio in vista del 2035, quando l’Europa ha fissato lo stop all’immatricolazione di auto a benzina e diesel. La crescita delle ricariche in DC è un segnale positivo che non si fermerà, ma dovremo sfruttare al meglio anche le risorse del Pnrr destinate alle sole città e superstrade. Resta infatti da risolvere la questione dei ritardi delle gare in ambito autostradale, che non beneficeranno dei fondi del Pnrr.

Bandi di gara che continuano ad essere rimandati e che si attendono da 5 anni su tutte le concessioni senza che l’impasse si sblocchi mentre alcune infrastrutture vengono installate in autostrada su iniziativa di un solo concessionario, ma questo non basta. È il momento di accelerare per garantire al nostro Paese una rete di punti di ricarica capillare su tutto il territorio”, conclude Motus-E.

Città con più colonnine per auto elettriche (al 31/12/21)

  Abitanti (01/01/2021) Punti di ricarica Punti di ricarica ogni 10.000 abitanti Punti di ricarica in DC Punti di ricarica in DC ogni 10.000 abitanti
Roma 2.770.226 1.673 6,04 100 0,36
Milano 1.374.582 717 5,22 60 0,44
Napoli 922.094 211 2,29 5 0,05
Torino 858.205 387 4,51 21 0,24
Palermo 637.885 52 0,82 9 0,14
Genova 566.410 314 5,54 14 0,25
Bologna 391.686 284 7,25 24 0,61
Firenze 368.419 522 14,17 17 0,46
Bari 317.205 70 2,21 7 0,22
Catania 300.356 147 4,89 3 0,10

I numeri dell'auto elettrica in Italia su Movimento Elettrico