Il colosso petrolifero anglo-olandese compra la rete di Ubitricity e fa un importante passo avanti verso la transizione energetica

Si chiama Ubitricity perché il suo obiettivo è fornire energia elettrica di ricarica ovunque. È il più grande fornitore pubblico di ricarica su strada del Regno Unito e entro fine anno tutti i suoi 2.700 punti di ricarica saranno gestiti da Shell. Già, uno dei colossi del petrolio tra i più attivi sul fronte della transizione energetica.

“Una combinazione perfetta – come l’ha definita Lex Hartman, CEO di Ubitricity – soprattutto nelle città più grandi, dove l'accesso ai parcheggi fuori strada è limitato, che molte persone stavano aspettando per passare ai veicoli elettrici”.

Cos'è Ubitricity

Con una quota di mercato superiore al 13% è l’azienda pubblica che detiene la maggior parte dei punti di ricarica nel Regno Unito. Sebbene con numeri nettamente inferiori, vanta una presenza significativa anche in Germania, suo paese d’origine, e in Francia per un totale di 1.500 punti di ricarica.

Mercedes-Benz at the charging station

L’azienda collabora con le autorità locali dei vari Stati europei per integrare punti di ricarica per veicoli elettrici in corrispondenza delle infrastrutture esistenti, come lampioni o paletti stradali. Una soluzione per rendere facilmente accessibile le colonnine, agevolando soprattutto coloro che non hanno wallbox o viali privati ma che comunque intendono sfruttare la notte per ricaricare l’auto.

Espansione elettrica

Shell sta investendo moltissimo nel processo di transizione energetica. Questo nuovo investimento, che renderà Ubitricity una consociata interamente controllata da Shell, conferma l’intenzione di ampliare la sua gamma di soluzioni di ricarica per veicoli elettrici.

I nuovi 2.700 punti si aggiungeranno ai 1.000 ultraveloci e veloci già presenti in circa 430 aree di servizio di Shell. In tutto il mondo sono oltre 185.000 i punti di ricarica per veicoli elettrici collocati dalla major in luoghi pubblici di vario genere, tra cui piazzali e stazioni di servizio autostradali.

Al passo con i tempi

Il cambio di rotta radicale di uno dei leader petroliferi mondiali si inquadra nella strategia dell'Unione europea per raggiungere gli ambiziosi obiettivi climatici prefissati per il 2030, con nuovi piani per inasprire ulteriormente i limiti di CO2 emessa dalle auto.

Drivers filling up at Shell petrol station in Portsmouth UK

Per capire l’investimento di Shell, però, parlare di politica non basta. Bisogna tener conto anche dell’andamento del mercato, che continua a premiare la scelta dei veicoli elettrici. Il 2021 è appena iniziato e già segna un aumento crescente delle vendite nel settore.

Più ricariche per tutti

Chi guida un’auto elettrica conosce il problema delle ancora troppo sporadiche colonnine di ricarica e della conseguente paura di non trovarne lungo il viaggio. Shell lo sa bene e per questo ha deciso di risolvere la questione alla radice, acquistando tutti i punti di Ubitricity presenti nel Regno Unito.

“A casa, al lavoro o in viaggio – ha dichiarato István Kapitány, Vicepresidente esecutivo di Shell Global Mobility – vogliamo fornire ai nostri clienti opzioni di ricarica accessibili e convenienti per ricaricare ovunque si trovino”. Un passo importante per ridurre l’impronta di carbonio di un gigante energetico. Un passo nel futuro, per arrivare a zero emissioni entro il 2050, forse anche prima.