Partendo dai numeri del White Paper di Repower vediamo cosa possiamo aspettarci dal decennio del boom della mobilità a zero emissioni

Il cammino intrapreso dalla mobilità a zero emissioni oramai è sempre più definito, avviato, ed a supporto di questa definizione, oramai, ci sono i numeri.

Numeri che Repower ha raccolto nel suo White Paper sulla mobilità sostenibile ed i veicoli elettrici, giunto alla quinta edizione. Un'analisi dei mercati e dei trend del settore, sulla mobilità in tempo di Covid-19, sulle innovazioni in rampa di lancio e sulle prossime frontiere della tecnologia.

Obiettivo 2030 

Nel prossimo decennio, secondo il report, il tasso di crescita dei veicoli elettrici sarà del 29%. Dunque, tra meno di cinque anni - entro il 2025 - si stimano 11,2 milioni di veicoli elettrici venduti, ed oltre 31 milioni saranno i mezzi a zero emissioni in qualità di parco circolante entro il 2030.

Come si evolverà la mobilità nel 2030 (e non solo)?

Ma se questo è un primo punto di arrivo, da dove si comincia? Da un anno di "ripartenza" come quello appena passato, figlio di una pandemia che ha posto in essere una crisi delle immatricolazioni importante. Se però problema fa rima con occasione, a fronte di un -27,93% nelle immatricolazioni nel solo Belpaese, l'elettrico risponde con un +250% se parliamo di auto elettrificate.

Un cambio di visione già oggi

Le auto "alla spina" dunque volano, e superano il metano. Un cambio di paradigma che inizia a mostrarsi, legandosi ad un approccio differente figlio anche della micromobilità. Basti pensare al quantitativo di due ruote elettriche o di bici a pedalata assistita che, complice la necessità di una maggior igienizzazione legata al virus pandemico, ha visto il 2020 superare i 2 milioni di pezzi venduti, con un +20% rispetto al 2019.

Come si evolverà la mobilità nel 2030 (e non solo)?

E', a ben vedere, una questione di visione. Allargando la nostra visuale con la lente, si nota come il mercato Europa stia cambiando marcia, conscia di aver perso evidentemente tempo negli anni trascorsi, sopratutto quando si parla di energie rinnovabili.

Dopo la creazione, nel 2017, della European Battery Alliance, appena quattro mesi orsono, la Commissione UE ha approvato un piano di 2,9 miliardi di euro per sostenere la ricerca e l'innovazione chiamato "European Battery Innovation".

"Entro il 2025 l’Europa sarà in grado di produrre abbastanza batterie per soddisfare le esigenze dell'industria auto europea". Il riferimento, nemmeno a dirlo, è evidente: serve svincolarsi dalla dipendenza asiatica" Maros Sefcovic - Vicepresidente Commissione UE

Lo sguardo va al 2050

La questione, tolti i punti cardine di filiera automobilistica, ricerca e sviluppo in campo batterie, si pone anche nell'analisi dei punti di ricarica. Proprio su questo elemento, nel White Paper è riportato come entro il 2040 sarà necessario dotare l'intero mondo di almeno 290 milioni di punti di ricarica.

Un'impresa non da poco, ma realizzabile, a maggior ragione se si vogliono centrare due grandi visioni a medio termine: 30 milioni di auto a zero emissioni entro il 2030 e il totale azzeramento di veicoli inquinanti nuovi sul mercato nel 2050 tra auto, furgoni e mezzi di trasporto.