La sperimentazione di questa tecnologia scende in pista a fine maggio su una Corolla 1.6 turbo da competizione

L’offensiva di Toyota sull’idrogeno si sposta su un livello superiore. Dopo aver mostrato i progressi ottenuti in tema di fuel cell con l’ultima generazione della Mirai, la Casa nipponica presenta ora una nuova tecnologia che usa l’idrogeno all’interno di un “normale” motore a combustione interna. Si tratta di un tre cilindri turbo da 1,6 litri dotato di intercooler che la Casa ha presentato su una Toyota Corolla da competizione che corre per il team ORC ROOKIE Racing.

Non è la prima volta che una Casa prova a sviluppare una tecnologia di questo tipo. Famosa è stata la BMW Hydrogen 7, Serie 7 a idrogeno, come si intuisce dal nome, prodotta dal 2006 al 2008 ma poi accantonata.

Lo sviluppo in gara

Toyota ha annunciato che la Corolla equipaggiata con questo motore, che è ancora in via di sviluppo, si presenterà al via della 20 Ore che si terrà sul circuito di Fuji dal 21 al 23 maggio prossimi e che ha validità per la Super Taikyu Series. L’intento è proprio quello di valutare l’affidabilità della tecnologia in condizioni stressanti come quelle di una gara di endurance.

Secondo quanto già dichiarato da Toyota, la combustione di idrogeno all’interno della camera di scoppio offrirebbe due vantaggi.

  • Zero emissioni: il primo riguarda il fatto che a parte la combustione di minime quantità di olio lubrificante, l’idrogeno bruciando non emette CO2.
  • Maggiore reattività: il secondo riguarda le prestazioni, visto che rispetto alla benzina un motore che brucia idrogeno ha una risposta più rapida e anche una maggiore elasticità. In più, il motore a idrogeno è anche più silenzioso e ha vibrazioni minori.

"Basta" cambiare l’iniezione

A differenza di quanto accade sulla Toyota Mirai, che sfrutta l’idrogeno contenuto nelle bombole per avviare una reazione chimica con l’ossigeno all’interno delle celle a combustibile per generare energia che carica una batteria, sulla Corolla da corsa l’idrogeno viene iniettato all’interno della camera di scoppio.

Per farlo non sono necessarie neanche enormi modifiche. Secondo i tecnici è stato necessario qualche intervento al sistema di iniezione. Anche perché per tante altre componenti la Casa può fare affidamento su profonde conoscenze accumulate con i progetti passati.